“Algoritmo controllo - Imitation of consciousness”- Episodio 18
di Tommaso Landi
Non tutto è perduto
Como, 16 settembre.
«Tutto cancellato, non c’è rimasto niente.»
Nello studio di Dellandito la tensione era palpabile, l’avvocato calpestava i tappeti finemente annodati più di un secolo prima, percorrendo a grandi falcate lo spazio tra le pareti dietro la scrivania.
«Senza quei dati non potremo provare nulla, la morte di Cho è stata vana, niente potrà fermare Varga, anche Matteo ha rischiato la vita inutilmente.»
«Siediti, forse ci rimane una possibilità», disse Anna, «quando smisi di lavorare per Helios non fui l’unica, se ne andò anche il loro miglior capo programmatore.»
Parlava senza fretta, il suo tono era determinato.
Era la voce di chi sa che le informazioni cruciali, quelle che possono costare la vita, hanno bisogno di tempo per essere assimilate.
«Siediti». Ripeté vedendo che il marito rimaneva in piedi.
Dellandito obbedì. Il suo corpo, però, rifiutava la calma imposta.
Sebbene si fosse accomodato sulla sua poltrona preferita, la mano destra non trovava quiete, tamburellando ritmicamente sul ginocchio come un metronomo.
L’avvocato ormai era entrato in modalità fight-or-flight, prima aveva pensato di combattere, poi, perduti per sempre i dati che avrebbero incastrato Varga, pensò, anche se per poco, alla fuga. La situazione lo costringeva a uno stallo che prosciugava le sue risorse emotive, l’attesa era per lui un veleno.
«Allora?» incalzò la moglie con un’irritazione di cui si pentì immediatamente.
Anna ruotò leggermente la testa verso la finestra dello studio che dava sul lago. «Forse non tutto è perduto».
Fissò per un attimo un traghetto che solcava le acque verdi poi continuò: «Da Helios, con me andò via anche il loro miglior capo programmatore, si chiamava Bill Galante, eravamo diventati molto amici.»
Dellandito strinse la mano sul ginocchio: «Mi ricordo, volevi farmelo conoscere.»
«Si lamentava», continuò Anna con un tono calmo, «aveva continui scontri con Varga.»
«Adrian non è certo un tipo simpatico, ricordi perché litigavano?»
«Uno dei motivi principali era l’accumulo indiscriminato dei dati. Per Adrian non erano un flusso da gestire, ma li vedeva come una risorsa, un tesoro inestimabile da conservare, Bill diceva che quell’uomo non voleva cancellare nulla, qualsiasi cosa passasse dai suoi server andava conservata, tenere quella mole di informazioni costava una fortuna, ma per lui erano troppo preziose per essere eliminate.»
«Quindi un disaccordo di carattere operativo?»
«No, si era spostato su un piano morale, Bill aveva iniziato a capire che tutti quei dati servivano per creare qualcosa di troppo pericoloso, il loro era un dissidio etico. La politica di Varga violava ogni principio di privacy e di diritto all’oblio, secondo Bill quel comportamento era moralmente tossico.»
«Ma questo come può tornarci utile?» chiese Dellandito che odiava le dissertazioni etico-filosofiche quando in ballo c’era la vita sua e delle persone che gli stavano più a cuore.
«Il bello viene adesso, Varga aveva ordinato che tutti i dati processati da Helios venissero messi al sicuro in centri di stoccaggio disseminati in giro per il mondo.
Se non ricordo male i dati europei venivano conservati in un vault nel deserto, vicino a Marrakech.»
Dellandito rimase perplesso: «Un vault nel deserto? Mi stai dicendo che quel pazzo paranoico ha creato un deposito digitale, utilizzato per archiviare e proteggere tutte le sue informazioni, anche quelle che potrebbero inchiodarlo?»
L’idea di un bunker nel deserto suonava molto romanzesca.
«Esatto!»
«Ma se è così forse abbiamo una speranza, anche la video sorveglianza di Villa d’Este è stata appaltata alla Helios, Sei ancora in contatto con questo Galante?»
«Si, non l’ho mai perso di vista, è appassionato di barche come noi ma lui ama quelle a vela, dopo essersi dimesso da Helios ha deciso di girare il mondo navigando e probabilmente nei prossimi giorni sarà al Cannes Yachting Festival. Mi ha scritto che ha creato per la Galeon un programma di navigazione intelligente, integrato con correnti e previsioni meteo, lo presenteranno nella serata di gala di venerdì.»
«Interessante.»
«Stai pensando di fare un salto in Costa Azzurra?»
«Pensavo di andarci, da quello che mi dici è la persona giusta da cui avere qualche informazione di prima mano sui punti deboli del nostro amico Adrian.»
«Allora organizziamo, sai che non dico mai no ad una gita a Cannes, settembre è anche il mese dei ricci di mare.»
«Perfetto, però questa volta sarà un viaggio un po’ diverso dai soliti, visto quello che è successo a Matteo direi di non utilizzare la nostra auto, troppa elettronica, di sicuro ci impiegheremo più delle solite quattro ore.»
«Perché?»
«Credo sia indispensabile evitare l’autostrada, con tutte le telecamere ai caselli e i tutor di velocità, saremmo facilmente individuabili …ah e poi c’è un’altra cosa.»
«Dimmi?»
«Vediamo, non c’è un modo semplice per dirtelo… andremo in Jaguar»
«Come in Jaguar, noi non abbiamo una Jaguar.»
«In realtà sì, è il nostro regalo di anniversario, volevo fosse una sorpresa, ho comprato una Mark II, il restauro è finito proprio in questi giorni.»
«Ma io non amo le macchine, che schifo di regalo è?»
«Questa l’adorerai, è del 1965, un sogno, e poi non ha neppure un briciolo di elettronica, per fermarci dovranno staccare la batteria.»
Episodi 1 e 2 - Sulle sponde del Lago - La genesi di un’amicizia
Episodio 3 - I grandi della Terra
Episodi 5 e 6 - L’incontro - I cieli di Turner
Episodio 10 - Chi controlla chi?
Episodi 13 e 14 - Nutrirsi - Incontro chiarificatore


