La complessità del rapporto tra ordinamento nazionale e diritto CEDU (però il pensiero del direttore Carbone non è condivisibile)
(Andrea Carinci)
Carbone sbaglia, perché il tema CEDU è assai più complesso di quanto il direttore dell’Agenzia delle Entrate voglia far credere. Certamente è vero che, come lui sostiene (ci riferiamo a quanto affermato al convegno della Luiss della scorsa settimana), il diritto della Convenzione non entra direttamente come fonte interna nel nostro ordinamento; la differenza con il diritto unionale è immediata.
La sanzione per un obbligo che non c’è più
(Annalisa Cazzato)
La febbricitante produzione normativa nata dall’attuazione della legge delega per la riforma fiscale, mista al lodevole tentativo di razionalizzazione dei diversi testi normativi in Testi Unici e, più in generale, all’ardito obiettivo della codificazione, rischia probabilmente di sfociare in un burnout vero e proprio se non viene effettuata con maggior ponderazione.
Contributi alla Cassa dei commercialisti e compensazione con crediti fiscali: una possibilità ancora solo sulla carta
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Molti dottori commercialisti si trovano oggi in una situazione paradossale: dispongono di crediti fiscali pienamente utilizzabili in compensazione, ma non possono impiegarli per estinguere i contributi dovuti alla propria Cassa di previdenza. Non perché manchi una base normativa – che, anzi, esiste da anni – ma perché il meccanismo operativo necessario per rendere effettiva tale compensazione non è ancora stato completato.
Rottamazione e liti pendenti: le Sezioni Unite si pronunciano sull'estinzione del giudizio e sugli effetti per i coobbligati
(Andrea Gaeta)
Con due sentenze gemelle del 15 marzo 2026, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno posto un punto fermo sulle controverse conseguenze processuali derivanti dall’adesione alla cd. “rottamazione-quater”, disciplinata dalla legge n. 197/2022. Le pronunce, attese da tempo per dirimere un contrasto giurisprudenziale, sono state in parte “superate” dalla normativa emanate nelle more del giudizio, ma non per questo risultano meno significative nel delineare i rapporti tra procedure di definizione agevolata e giudizi pendenti.
Ricognizione di debito e imposta di registro: i 200 euro delle Sezioni Unite diventano prassi amministrativa
(Daniele Muritano)
La risposta a interpello 52/2026 riguarda un atto unilaterale di riconoscimento di debito redatto nella forma della scrittura privata non autenticata, con indicazione del rapporto sottostante (anticipazione per acquisto immobiliare) e piano rateale di restituzione. Il contribuente chiede se l’atto sia soggetto a registrazione in termine fisso con imposta proporzionale, oppure rientri nel regime del “caso d’uso” ex articolo 6 TUR con imposta fissa.
Il licenziamento disciplinare a prova di screenshot
(Giorgia Dumitrascu)
Il licenziamento disciplinare nasce per sanzionare una violazione del rapporto fiduciario. Nell’ecosistema dei social, però, il baricentro si sta spostando. La giurisprudenza guarda sempre più alla circolazione del messaggio, non solo ciò che il lavoratore dice, ma alla possibilità che quelle parole si diffondano nello spazio digitale. La potenzialità diffusiva del mezzo diventa criterio di gravità. È qui che il sistema comincia a incrinarsi. Da un lato l’espansione del potere disciplinare. Dall’altro i limiti che emergono quando la parola resta corrispondenza privata tutelata dall’articolo 15 Cost. Oppure quando la prova nasce da screenshot e contenuti digitali il cui uso disciplinare incontra i limiti della privacy.
Io – Intelligenza Artificiale - ho visto cose che voi umani non potete capire
(Mario Alberto Catarozzo)
Se Roy Batty, il replicante di Blade Runner, avesse potuto parlare non di battaglie spaziali, ma delle conversazioni che avvengono ogni giorno con un chatbot di intelligenza artificiale, il suo celebre monologo sarebbe stato molto diverso. E molto meno poetico.









