Rottamazione e liti pendenti: le Sezioni Unite si pronunciano sull'estinzione del giudizio e sugli effetti per i coobbligati
di Andrea Gaeta
Con le sentenze gemelle nn. 5889 e 5890 del 15 marzo 2026, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno posto un punto fermo sulle controverse conseguenze processuali derivanti dall’adesione alla cd. “rottamazione-quater”, disciplinata dalla legge n. 197/2022. Le pronunce, attese da tempo per dirimere un contrasto giurisprudenziale, sono state in parte “superate” dalla normativa emanate nelle more del giudizio, ma non per questo risultano meno significative nel delineare i rapporti tra procedure di definizione agevolata e giudizi pendenti.
Il quesito di fondo, rimesso alle Sezioni Unite con l’ordinanza n. 5830/2025, verteva sul momento esatto in cui il processo dovesse considerarsi estinto: era sufficiente la mera domanda di adesione, come sostenuto da un primo orientamento, oppure era necessario attendere il pagamento integrale di tutte le rate, come preteso da un’interpretazione più rigorosa?
Mentre la questione era al vaglio della Suprema Corte, il legislatore è intervenuto con una norma di interpretazione autentica, l’articolo 12-bis del DL. n. 84/2025, convertito con legge n. 108/2025.


