La circolare n. 5/E sul Codice della crisi: dalla bozza al testo definitivo, le ombre che si diradano (e quelle che restano)
(Lorenzo Romano)
Con la circolare n. 5/E del 16 luglio 2026 l’Agenzia delle Entrate licenzia, in versione definitiva, la Parte I del suo commento organico al Codice della crisi, dedicata ai nuovi istituti: composizione negoziata, concordato semplificato, segnalazioni dei creditori pubblici qualificati, PRO e transazione di gruppo. Il documento (221 pagine per la sola prima di quattro parti destinate ad aggiornamenti progressivi) recepisce gli esiti della consultazione pubblica chiusasi il 20 maggio.
È anche l’invidia a frenare lo sviluppo?
(Diego Zonta)
C’è un’espressione inglese, tall poppy syndrome ovvero la sindrome del papavero alto, che descrive un meccanismo tanto semplice quanto rivelatore: in un campo di papaveri tutti della stessa altezza, quello che spunta più degli altri non viene ammirato, viene tagliato. Nel mondo anglosassone viene raccontato soprattutto come fenomeno mediatico. In Italia, credo, è qualcosa di più radicato: si tratta di un riflesso relazionale quotidiano. È quel modo istintivo di reagire quando qualcuno intorno a noi comincia ad avere successo, che probabilmente spiega buona parte del nostro nanismo industriale.
La proroga che si rovescia: per i soggetti ISA e i forfetari lo 0,80 per cento premia i ritardatari
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
La proroga dei versamenti per i soggetti Isa e i forfetari, ormai appuntamento fisso del calendario estivo al punto che i contribuenti non hanno più dovuto sollecitarla, offre quest’anno un esempio istruttivo: concepita come misura di favore, in una precisa finestra temporale finisce per gravare proprio su chi dovrebbe beneficiarne, con un onere superiore a quello riservato ai contribuenti che dalla proroga restano esclusi.
Il credito d’imposta R&S da agevolazione dell’impresa ad agevolazione del sistema: anche il Consiglio di Stato contro la retroattività dei criteri del Manuale di Frascati
(Annalisa Cazzato)
Nonostante le decise bocciature, da parte dei giudici tributari e del giudice amministrativo di primo grado, della tesi interpretativa fondata sulla retroattività dei criteri previsti dal Manuale di Frascati ai fini della perimetrazione dell’ambito applicativo delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta R&S 2013 (rectius, al credito previsto dal d.l. 145 del 2013), non hanno dato segni di cedimento il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’Agenzia delle Entrate, che hanno proseguito nella inarrestabile difesa processuale delle proprie posizioni, proponendo ricorso contro le sentenze pronunciate dal TAR Lazio che avevano accolto i ricorsi dei contribuenti che si erano visti negare la certificazione dei progetti presentati ai fini della fruizione del beneficio fiscale per asserita inesistenza di una serie di elementi (alias “attributi”) della ricerca.
L’inquadramento civilistico e fiscale degli strumenti finanziari partecipativi
(Marco Cramarossa)
Gli strumenti finanziari partecipativi (SFP) trovano la propria disciplina civilistica nell’articolo 2346, comma 6, del Codice civile, che consente alle società per azioni di emettere, a fronte dell’apporto da parte di soci o terzi anche di opera o servizi, strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche amministrativi, escluso il voto nell’assemblea generale degli azionisti. Si tratta, quindi, di strumenti caratterizzati da ampia flessibilità statutaria e regolamentare, collocati in una posizione intermedia tra capitale di rischio e capitale di debito.
Tfr al Fondo Tesoreria: gli stagionali agricoli restano fuori, ma pesano nel conteggio
(Gabriele Silva)
La legge di Bilancio 2026 ha modificato in modo significativo la disciplina del Fondo Tesoreria INPS, intervenendo sia sulle soglie dimensionali rilevanti per l’obbligo contributivo sia sulle modalità di verifica della forza lavoro aziendale. Dal 1° gennaio di quest’anno, infatti, l’obbligo di versamento delle quote di TFR maturando al Fondo Tesoreria è scattato progressivamente per aziende con almeno 60 dipendenti nel biennio 2026-2027, 50 dipendenti nel periodo 2028-2031 e 40 dipendenti dal 2032.
Non decidere è una buona strategia?
(Mario Alberto Catarozzo)
“Dormiamoci su”, “ci penso e poi ti dico”, lasciamo passare un po’ di tempo”.
Quante volte abbiamo sentito dire queste cose da chi avrebbe dovuto decidere e non lo ha fatto? E se quella persona siamo noi…allora la situazione ci tocca ancora più da vicino.









