I vari fraintendimenti per il rimborso Iva dopo la risposta ad interpello n. 58/2026. Quando la cura è peggio del male
(Annalisa Cazzato)
Dopo la pubblicazione della Risoluzione 7/E del 2026 (già commentata su Blast) era a tutti ben evidente che non si fosse ancora messo un punto definitivo sulla nota vicenda della detraibilità - ai fini Iva - dei costi sostenuti dalle società veicolo impiegate nelle operazioni di leveraged buy-out che si protrae da quando in maniera tranciante, l’Agenzia delle entrate aveva negato il diritto a detrazione in relazione ai cd. transaction costs per l’essere - il veicolo - privo di soggettività passiva IVA alla stregua di una holding “pura”.
L’inizio del processo di rimborso dei dazi USA: una strada ancora in via di definizione
(Ettore Sbandi)
Con un’importante e prima decisione, la Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti ha accolto il ricorso di un’impresa importatrice, sancendo il diritto al rimborso dei dazi dalla stessa corrisposti – o, meglio, per la stessa contabilizzati – in base all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), seppure lo stesso Tribunale abbia poi lasciato spazio all’Amministrazione US di attivare procedure sostenibili per fare fronte all’ipotesi di richieste massive.
Dalla tutela “in loco” alla deriva “a tavolino”: quale futuro per l’azione dell’Agenzia delle Entrate?
(Vincenzo Fusco)
L’accelerazione della giurisprudenza CEDU sul versante dei poteri istruttori tributari sta producendo, senz’altro, l’apprezzabile effetto di innalzare il livello delle garanzie procedimentali per gli accessi in loco, imponendo che l’ingerenza dell’Amministrazione finanziaria nei locali dell’attività economica e nella sfera informativa del contribuente sia governata da presupposti determinati, da garanzie effettive contro arbitrii e da rimedi immediatamente esperibili.
Patto di famiglia, causa tipica e forma solenne: il problema che la Cassazione (forse) non ha visto
(Daniele Muritano)
La pronuncia n. 4376 della Corte di Cassazione del 26 febbraio scorso trae origine da un accordo del 2008 con cui i genitori, insieme ai quattro figli, ridisegnano gli assetti proprietari di due società: una s.r.l. produttrice di mobili e una s.a.s. proprietaria degli immobili condotti in affitto dalla prima. Il piano era articolato: un figlio avrebbe mantenuto il controllo della s.r.l.; gli altri fratelli avrebbero acquisito la s.a.s.; i genitori avrebbero operato conguagli con atti di liberalità, riservandosi un diritto di abitazione e una rendita vitalizia. L’accordo venne stipulato senza atto pubblico.
Dal palco di Sanremo all’ufficio marchi: il caso “Per sempre sì” e la corsa a registrare il brand
(Pietro Alò e Antonello Cassone)
Il caso del marchio “Per sempre sì” rappresenta un esempio emblematico di come, nell’economia contemporanea, il valore di un segno distintivo possa emergere e diventare contendibile nel giro di poche ore.
FUTURA – Anno 2030 Episodio 4 - Cosa resta quando tutto è prevedibile?
(Massimo Pezzini)
Rimasi seduto ancora qualche secondo, con quella parola che continuava a restarmi appesa nella testa come un post-it. Sentivo quel “come” più che una soluzione come una responsabilità alla quale sapevo che non avrei potuto rispondere da solo.








