BLAST 4/4/2026 - La redazione augura una felice Pasqua a tutti i lettori
Ecco cosa abbiamo pubblicato ieri:
Transizione 5.0, marcia indietro lampo: oramai le norme si fanno per essere subito corrette
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
L’articolo 8 del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38 era nato con un obiettivo semplice: riconoscere, nel 2026, un credito d’imposta alle imprese rimaste fuori dal beneficio Transizione 5.0 pur avendo presentato le comunicazioni preventive e ottenuto dal GSE il riscontro tecnico di ammissibilità. Il testo pubblicato in Gazzetta fissava il contributo nel limite di 537 milioni di euro e in misura pari al 35 per cento del credito richiesto, con utilizzo in compensazione entro il 31 dicembre 2026, dopo la comunicazione del GSE da effettuarsi entro il 30 aprile.
Non è però il contenuto della misura, in sé considerato, il dato più interessante. Colpisce piuttosto ciò che è accaduto immediatamente dopo.
Gli errori contabili al primo test applicativo: la risposta 89 dell’Agenzia
(Annalisa Cazzato)
Non parte col piede giusto (ma non per colpa dell’Agenzia, bisogna dirlo) la nuova, più restrittiva, disciplina della correzione degli errori contabili, operata, come noto, dal decreto legislativo n. 192 del 2025 con effetti retroattivi, in quanto applicabile alle correzioni rilevate nei bilanci relativi agli esercizi aventi inizio a partire dal 1° gennaio 2025.
SIISL, ancora una volta: prima l’obbligo, poi il rinvio (e nel mezzo il caos)
(Gabriele Silva)
Dal 1° aprile il SIISL è partito. O meglio: dovrebbe partire. Perché, come ormai da copione, parte ma non per davvero. Le comunicazioni obbligatorie possono transitare sulla piattaforma, le vacancy possono essere pubblicate, ma nulla è ancora davvero vincolante. L’obbligo c’è sulla carta, ma nella pratica viene sospeso, rinviato, ammorbidito.
Il monopolio impossibile della consulenza legale
(Giorgia Dumitrascu)
Il disegno di legge delega sulla riforma della professione forense (DDL 2629), conteneva alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza, i numeri 2.6, 2.7 e 2.8, i quali miravano a chiarire che la consulenza legale, al di fuori del processo, non costituisce un’attività riservata in via esclusiva agli avvocati, mantenendo esplicito l’assetto attuale delle prestazioni consulenziali.
Marchio in Cina: perché registrare solo il nome “occidentale” non basta
(Valerio Lunati)
Molte aziende italiane che vogliono entrare nel mercato cinese compiono un errore frequente: registrano il proprio marchio in versione italiana o inglese, pensando che questo sia sufficiente per proteggerlo. In realtà, per tutelarsi davvero in Cina, è indispensabile registrare anche il marchio nella sua versione in lingua cinese.
Il sud lascia il sud: quando l’esodo diventa intergenerazionale
(Sara Bellanza)
Molti giovani lasciano il sud Italia per studiare o lavorare al centro-nord, svuotando soprattutto i piccoli centri. È una vera fuga di cervelli che porta con sé la perdita di tradizioni e legami familiari.








