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Economia

Il sud lascia il sud: quando l’esodo diventa intergenerazionale

di Sara Bellanza

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apr 03, 2026
∙ A pagamento

Molti giovani lasciano il sud Italia per studiare o lavorare al centro-nord, svuotando soprattutto i piccoli centri. È una vera fuga di cervelli che porta con sé la perdita di tradizioni e legami familiari.

Lasciare la propria terra non è mai semplice e le scene costruite per suscitare emozione, come quelle che ogni tanto appaiono nei notiziari, cercano di rappresentare una sensazione che, in realtà, appartiene solo a chi prepara la valigia.

Chi parte cerca spesso migliori opportunità professionali, in linea con il proprio percorso di studi; a volte lo fa per amore, altre per scoprire nuove esperienze. Ma oggi l’esodo non riguarda più solo i giovani: anche gli anziani, i nostri nonni, sono talvolta costretti ad abbandonare la casa in cui hanno vissuto per tutta la vita. Una realtà che fa riflettere: perché lasciare una terra in cui hanno radicato la propria vita e i propri ricordi?

Il lungo viaggio dei giovani

La migrazione verso il nord Italia non si è esaurita con l’immediato dopoguerra. Un tempo si partiva per lavorare nelle fabbriche e sostenere le famiglie rimaste a casa. Oggi i giovani lasciano il sud per costruirsi opportunità di lavoro, nella speranza di dare continuità e valore agli anni trascorsi sui banchi di scuola.

Questa fuga di talenti è una perdita enorme per i territori che li hanno formati. Non vanno via solo menti brillanti, ma anche le risorse pubbliche investite nella loro istruzione, che finiscono per arricchire altre regioni o altri Paesi.

C’è un danno che va al di là di quello economico: le comunità si svuotano, le tradizioni rischiano di scomparire e chi resta deve affrontare un futuro più fragile, senza giovani capaci di sostenerlo e rinnovarlo. È un dramma silenzioso che segna profondamente la vita di città e paesi.

Quando si sceglie di lasciare la propria casa?

La prima scelta degli studenti si manifesta al momento di intraprendere il percorso universitario, nonostante molte università del sud offrano programmi di qualità. Gran parte dei giovani, tuttavia, si dirige verso le sedi settentrionali, attratti da maggiori opportunità professionali e dalla promessa di un futuro più sicuro. Dietro questa scelta, che a prima vista potrebbe sembrare dettata solo dall’ambizione personale o dalla compagnia con i propri amici del liceo, si nasconde in realtà una profonda sfiducia nelle possibilità offerte dal proprio territorio e nella capacità locali di garantire prospettive concrete e sostenibili.

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