Dl fiscale, per Pex e dividendi tanto rumore per nulla
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Il decreto fiscale varato dal Consiglio dei ministri non si limita alle misure da tempo annunciate.
Oltre, infatti, a quella del differimento al 30 giugno del contributo amministrativo sulle piccole spedizioni di valore inferiore a 150 euro, del rinvio per le permute Iva, dell’eliminazione, per il nuovo iper-ammortamento, del vincolo dell’origine europea dei beni agevolati, il provvedimento interviene, in particolare, anche su uno dei punti più discussi della legge di Bilancio 2026: la stretta su Pex e dividendi.
Brevi considerazioni sulla portata taumaturgica del codice tributario
(Andrea Carinci)
Il vice-Ministro Leo appare convinto, al punto da averlo ripetuto anche nella sua ultima intervista, che il nuovo codice tributario porterà certezza nel diritto. Qualche perplessità è però lecita averla.
Almeno due, una di merito ed una di forma.
Quando il finanziamento soci nasconde il “nero”
(Gianfranco Antico)
Il finanziamento soci è spesso oggetto di attenta lettura da parte dei verificatori, specie quando effettuato in date prossime a quelle in cui si sarebbe registrato un inammissibile saldo negativo di cassa.
Credito per imposte estere: l’equivoco della “competenza italiana”
(Antonio Bragaglia e Giacomo Monti)
Nell’ambito dei controlli formali ex articolo 36-ter del DPR 600/1973, taluni uffici dell’Amministrazione finanziaria stanno effettuando una ricostruzione del credito per imposte estere che solleva più di qualche perplessità.
“Intanto iniziamo, poi firmiamo”: quando la leggerezza delle aziende costa caro
(Gabriele Silva)
C’è un’abitudine diffusa, troppo diffusa, in molte aziende: partire subito e sistemare dopo.
“Intanto fai l’Unilav, poi il contratto lo firmiamo”.
Sembra una prassi innocua, quasi normale. In realtà è una delle principali cause di contenzioso. E la sentenza del Tribunale di Roma n. 1643/2026 lo dimostra in modo molto chiaro.
Si può insultare liberamente l'azienda nei gruppi WhatsApp?
(Claudio Garau)
Nel lavoro contemporaneo, sempre più digitale e frammentato, le relazioni tra colleghi passano frequentemente da strumenti informali come WhatsApp. Chat di reparto, gruppi ristretti, vocali scambiati durante, o dopo il turno: una quotidianità diffusa, che però apre interrogativi giuridici tutt’altro che banali.








