Fatture elettroniche al servizio della riscossione: l’ultimo tassello di una strategia che stringe il cerchio
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Con il provvedimento n. 153611 del 22 maggio scorso sono state disciplinate le modalità con cui l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione i dati aggregati delle fatture elettroniche emesse dai debitori iscritti a ruolo e dai loro coobbligati, allo scopo di facilitare l’individuazione dei terzi pignorabili e rendere più efficaci le procedure esecutive presso terzi.
L’enciclica “Magnifica Humanitas” di Leone XIV rappresenta un monito anche per il fisco nell’era dell’intelligenza artificiale
(Marco Cramarossa)
L’enciclica “Magnifica Humanitas” [1] di Leone XIV, firmata il 15 maggio scorso e pubblicata ieri, si presenta come un testo che, pur avendo al centro il tempo dell’intelligenza artificiale, non si lascia sedurre dalla tentazione tecnicistica. Il suo asse portante non è ovviamente la macchina, ma la persona. Non la prestazione, ma la dignità.
Il fisco insegue (in tutti i sensi) le criptoattività
(Matteo Frosi)
La materia si è evoluta più velocemente delle competenze di chi la dovrebbe controllare. Nel vuoto che si è creato, il controllato finisce per formare il controllore.
Con le cripto-attività questo meccanismo è visibile a occhio nudo.
L’effetto persuasivo delle sanzioni accessorie
(Gianfranco Antico)
Il sistema sanzionatorio tributario è stato revisionato dal D.Lgs.n.87/2024, al fine di razionalizzarlo e ricondurlo (tendenzialmente) ai livelli esistenti in altri Stati europei.
Oltre alle sanzioni pecuniarie, il legislatore da tempo ha previsto le c.d. sanzioni accessorie, misure temporanee che possono impattare sia sulla capacità operativa dell’impresa e/o della professione che sull’assunzione di determinate cariche sociali o sulla partecipazione a procedure pubbliche.
Periodo di comporto e disabilità: il problema della conoscenza presunta
(Gabriele Silva)
Il diritto del lavoro italiano continua a produrre una delle sue contraddizioni più tipiche: costruire tutele sofisticate attorno a situazioni estremamente delicate, lasciando però aziende e lavoratori dentro un sistema dove i confini concreti degli obblighi restano spesso poco chiari. La sentenza del Tribunale di Bologna n. 437 del 28 aprile scorso ne è un esempio perfetto. Una lavoratrice impugna il licenziamento per superamento del periodo di comporto sostenendo che gran parte delle assenze fosse collegata a una patologia psichiatrica grave, assimilabile a una disabilità, che il datore di lavoro avrebbe dovuto conoscere. Il Tribunale, però, respinge il ricorso e ritiene legittimo il licenziamento.
Il catalogo di nessuno
(Stefano Ricca)
C’era un locale a Brescia che si chiamava Lio Bar. Stava sui binari, a cinquanta metri dalla stazione. Insegna al neon e una porta che affacciava sui treni. Ci sono andato a vedere i Diaframma. Non ricordo l’anno esatto, ma se ci penso ho addosso ancora il freddo e vedo la gente fuori sui binari con le birre. Trentatré anni dopo, il 28 febbraio scorso, il Lio ha chiuso. Senza festa, probabilmente sarebbe diventata troppo grande, troppa gente da fuori città, rischio sicurezza e comunque non sarebbe stato il suo stile. Hanno abbassato la serranda in silenzio. La gente si è seduta sui binari lo stesso.








