La materia si è evoluta più velocemente delle competenze di chi la dovrebbe controllare. Nel vuoto che si è creato, il controllato finisce per formare il controllore.
Con le cripto-attività questo meccanismo è visibile a occhio nudo.
La domanda sull’estratto conto
Durante una verifica su delle cripto-attività arriva una domanda precisa: esiste un documento che riporti i movimenti del wallet privato, l’intestazione, qualcosa di analogo a quello che produce una banca ogni mese?
Un wallet privato non ha un gestore. Non ha una sede. Non produce documenti. Non esiste nessun archivio centralizzato che lo colleghi direttamente a un’identità: le chiavi private restano sul dispositivo, offline, senza intermediari. I movimenti sono sulla blockchain: pubblici, permanenti, pseudonimi, leggibili solo con competenze specifiche.
Spiegarlo richiede tempo. Chi controlla ascolta, prende nota.



