L’enciclica “Magnifica Humanitas” di Leone XIV rappresenta un monito anche per il fisco nell’era dell’intelligenza artificiale
di Marco Cramarossa
L’enciclica “Magnifica Humanitas” [1] di Leone XIV, firmata il 15 maggio scorso e pubblicata ieri, si presenta come un testo che, pur avendo al centro il tempo dell’intelligenza artificiale, non si lascia sedurre dalla tentazione tecnicistica. Il suo asse portante non è ovviamente la macchina, ma la persona. Non la prestazione, ma la dignità. Non il semplice governo dell’innovazione, ma la custodia dell’umano dentro trasformazioni che il Papa descrive come un vero “cambiamento d’epoca”. Fin dall’introduzione, il Pontefice colloca la riflessione entro una alternativa netta, vale a dire costruire una nuova Babele oppure edificare una città in cui dignità, giustizia e fraternità restino possibili. Principi che Leone XIV modernizza in maniera decisamente illuminata.
I principi cardinali dell’enciclica sono quelli classici della Dottrina sociale della Chiesa, ma rimessi in circolo dentro l’era digitale. La pari dignità di ogni persona viene assunta come fondamento indisponibile; il bene comune è descritto non come somma di interessi individuali, ma come “plus” sociale che nasce dall’interdipendenza; la destinazione universale dei beni impedisce di assolutizzare proprietà e potere; sussidiarietà e solidarietà sono indicate come criteri per evitare, da un lato, che tutto venga assorbito da centri superiori e, dall’altro, che i più deboli restino semplicemente esposti alla forza dei più forti. La giustizia sociale, infine, viene riletta come capacità di un ordine economico e politico di consentire a tutti, soprattutto ai più fragili, una vita davvero umana.
Nell’ambito delle riflessioni legate ad una economia che valorizzi anche la dignità, il Pontefice espressamente prevede, come misure di equità, che “fiscalità, protezioni sociali e politiche industriali devono correggere gli squilibri creati dalla concentrazione di ricchezza e potere. Questi criteri non sono un freno all’innovazione: in realtà, la rendono vivibile e umana”.



