Anche per il CPB 2026/2027 arriverà il “salvagente” del ravvedimento speciale?
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
A breve tornerà d’attualità il tema del concordato preventivo biennale. Come si ricorderà, l’istituto è stato presentato come uno degli strumenti destinati a segnare il passaggio da una fiscalità fondata sul controllo ex post a un modello di collaborazione preventiva tra contribuente e Amministrazione finanziaria.
La Divina Commedia “Testo Unico” dell’anima medievale: raccoglie il molteplice e lo rende “uno”
(Annalisa Cazzato)
Riconoscendoci la licenza poetica di un azzardato paragone, può tornare in mente il celebre motto dantesco, sopravvissuto integro nei secoli, “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” con la recentissima approvazione del tanto atteso Testo Unico delle Imposte sui redditi, il quale ha aggiunto - probabilmente non alla virtù ma alla conoscenza (almeno si spera) del fiscalista - un tassello importante.
Il TUIR cambia numero civico
(Nereo Seppia)
Il dottor Tuiratti, commercialista di lungo corso e di corta pazienza, aveva un modo tutto suo di orientarsi nel mondo. Non usava Google. Usava l’articolo.
Documenti doganali digitali: la gestione IVA e la conservazione a norma
(Stefano Dovier)
Nell’alveo del profondo processo di digitalizzazione che ha interessato il sistema fiscale italiano negli ultimi anni, anche la bolletta doganale ha subito una trasformazione radicale: da modulo cartaceo da stampare e archiviare in faldone, a documento nativo digitale che nasce e vive nei sistemi informativi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
Quando l'azienda ti controlla mentre guidi: il confine (invisibile) tra sicurezza e legalità digitale
(Claudio Garau)
Fino dove può spingersi il controllo aziendale sui dipendenti? In che misura la tecnologia consente di fare luce sull’effettivo adempimento delle prestazioni contrattuali? A queste domande, dà risposta un recente provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali.
Il “teatro dell’occupazione” cinese e il parallelismo con i “nostri” stage infiniti
(Natalia Piemontese)
C’è chi alla notizia spalanca gli occhi, e a chi viene persino da sorridere, ma il fenomeno degli “uffici per disoccupati” in Cina, al di là dell’ironia da teatro dell’assurdo che suscita, non può passare inosservato e spinge a qualche riflessione.








