L’AI sostituisce il professionista?
BLAST TALK
episodio 2 - seconda parte
ospiti di Dario Deotto:
Andrea Carinci, Lorenzo Del Federico, Tommaso Landi,
Enrico Marello
Decreto fiscale: rottamazione quinquies, pagamenti PA ai professionisti e un pacchetto di interventi a tutto campo
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Accanto alle modifiche sul concordato preventivo biennale, la conversione del decreto-legge n. 38/2026 porta con sé un pacchetto di interventi tutt’altro che marginale. Due, in particolare, meritano un commento più ampio: la cosiddetta “rottamazione quinquies” estesa ai tributi degli enti territoriali e l’allentamento della stretta sui pagamenti della pubblica amministrazione ai professionisti.
America’s Cup, vento in poppa e Ires in mare
(Nereo Seppia)
C’è qualcosa di meravigliosamente italiano nel vedere un decreto fiscale aprirsi come una pratica di ravvedimento e chiudersi, all’improvviso, con il profumo del mare, il luccichio delle prue e una brezza gentile che porta via Ires e Irap.
La liturgia dell’udienza pubblica nel processo tributario: la parola deve essere data per prima all’Agenzia
(Vincenzo Fusco)
Chiunque frequenti da qualche tempo le aule delle Corti di giustizia tributaria conosce bene la scena.
All’udienza pubblica, il giudice relatore espone brevemente la controversia: richiama le contestazioni dell’Ufficio, sintetizza i motivi di ricorso del contribuente e, nei casi più fortunati, mostra persino di avere letto non soltanto l’atto introduttivo, ma anche le memorie illustrative e di replica. Eventualità, quest’ultima, che merita sempre un moto di rispettosa gratitudine, se non altro perché non può dirsi statisticamente scontata.
E qui si consuma una liturgia ben nota.
Le eccezioni mangiano il contraddittorio: il 6-bis non può trasformare la regola in deroga
(Pierdante Colapietra)
Il contraddittorio preventivo è stato presentato come regola generale del rapporto tra Fisco e contribuente. Ma sin dall’inizio il suo perimetro è apparso meno lineare di quanto la formula legislativa lasciasse intendere. Perché una regola può anche essere proclamata in termini ampi; ciò che conta davvero è capire quante eccezioni il sistema sia disposto a tollerare prima che perda il proprio significato. E il rischio, oggi, è proprio questo: che il contraddittorio resti la regola nelle enunciazioni e diventi l’eccezione nella pratica.
Il contratto collettivo esce dall’ombra
(Gabriele Silva)
Il decreto-legge n. 62/2026, il cosiddetto “decreto 1° maggio”, introduce una novità che potrebbe sembrare soltanto formale ma che, in realtà, rappresenta un passaggio importante nel rapporto tra trasparenza, lavoro e controlli. Dal 1° maggio il contratto collettivo applicato dovrà infatti essere indicato non solo nelle denunce UniEmens e nelle comunicazioni obbligatorie relative ai rapporti di lavoro, ma anche direttamente nel cedolino paga e, per le nuove assunzioni effettuate da tale data, nelle informative consegnate al lavoratore. In prospettiva, il dato verrà riportato anche nelle offerte di lavoro pubblicate sul SIISL.
Master e catalogo, la guerra silenziosa della musica: ai giovani artisti indipendenti serve una SRL, non un manager
(Antonello Cassone e Pietro Alò)
C’è una distinzione giuridica che ogni giovane musicista italiano dovrebbe imparare prima ancora di firmare il primo contratto. Si chiama differenza tra master e catalogo, e capirla significa scegliere tra essere un dipendente del proprio talento o esserne il padrone.









