Oramai al 31/12 non scade più nulla. Attenzione quando è stato consegnato un Pvc
(Andrea Gaeta e Maurizio Nadalutti)
Trascorso il 31 dicembre scorso, senza avere ricevuto uno schema di atto o un atto di accertamento, si potrebbe pensare che l’annualità 2019 risulti “decaduta”.
In realtà, potrebbe non essere così. Infatti, occorre considerare una sospensione dei termini di accertamento che spesso rimane “sottotraccia”. Si tratta, in particolare, della sospensione di 30 giorni a seguito della consegna di un Pvc, disciplinata dall’articolo 5-quater, comma 4, del Dlgs n. 218/1997, norma introdotta nel contesto dell’istituto dell’adesione ai verbali di constatazione.
Entrando nel merito, la previsione stabilisce che, con riferimento ai verbali consegnati a partire dal 30/04/2024, i termini di accertamento rimangono sospesi, in ogni caso – quindi indipendentemente dall’adesione integrale al contenuto degli stessi (semplice, o condizionata alla rimozione degli errori manifesti) – per 30 giorni.
Lento ma inesorabile il cammino di allineamento della normativa nazionale a quella unionale: “bandiera bianca” sulle permute ai fini IVA
(Annalisa Cazzato)
In un precedente contributo comparso su Blast, è stato già evidenziato come le modifiche introdotte dai commi 138 e 139 della legge di Bilancio 2026 all’articolo 13 del Dpr 633 del 1972 - in tema di determinazione della base imponibile delle operazioni di permuta ai fini IVA - rappresentano la risposta al necessario allineamento delle disposizioni nazionali a quelle unionali, specie dopo il formale intervento della Commissione europea, la quale, con l’EU Pilot n. 10314/2022, ha contestato al nostro Paese la non conformità della norma nazionale alla disciplina comune.
SPILLI TRIBUTARI - Il paradosso digitale: la quarta dimensione delle ricevute PEC tra rigore giurisprudenziale e labirinti del SIGIT
(Gianluigi Giuliano e Piero Sanna Randaccio )
In un’epoca in cui la dematerializzazione del processo pareva averci affrancato dalle catene polverose dei faldoni cartacei, la Corte di Cassazione ha deciso di ricordarci che il diritto, lungi dal farsi algoritmo, preferisce talvolta travestirsi da sofista bizantino. Con un quartetto di ordinanze recenti i giudici di legittimità hanno eretto un nuovo altare al culto del formato .eml o .msg.
Crowdfunding: lo strumento che c’è ma (quasi) nessuno usa
(Stefano Ricca)
Anni fa ho fatto una cosa. Ho aperto una campagna crowdfunding per pubblicare un libro. Un progetto, un obiettivo: come ricompensa il libro stesso. E ha funzionato. In quel periodo il crowdfunding trovava applicazione principalmente per questi progetti: chi voleva pubblicare un libro o produrre un disco.
Qualche anno dopo mi sono ritrovato dall’altra parte. Investitore. Baladin, il birrificio di Teo Musso, apriva una campagna equity su Mamacrowd. Una realtà che stimo, un progetto chiaro, 250 euro di investimento minimo. Ho cliccato. Sono diventato socio insieme ad altri 2.342 persone. In sei giorni hanno raccolto 5 milioni di euro. Obiettivo massimo centrato con 42 giorni di anticipo.
Il crowdfunding esiste da anni. E quasi nessuno lo usa.
Il vino senza alcol (o, meglio, l’alcol senza vino) nella riforma delle accise
(Ettore Sbandi)
Entra nel sistema produttivo italiano il vino dealcolato, anche se, da una prospettiva fiscale, sarebbe più giusto parlare di “alcol senza vino”. Se si passa il paradosso, è questo il nuovo settaggio dell’art. 33-ter del TU delle Accise, introdotto con il DLgs. n. 43 del 2025 e reso esecutivo dal Decreto interministeriale MEF e MASAF di inizio anno, , con cui è finalmente stabilita la procedura fiscale proprio per la “produzione di alcole etilico da processi di dealcolazione”.
Questo significa che, oggi, corrono paralleli, o forse uguali e contrari, due percorsi, uno commerciale ed industriale ed un altro fiscale e rilevante ai fini delle accise.
La parità retributiva di genere non è un principio etico. È una correzione di mercato
(Gabriele Silva)
La Direttiva (UE) 2023/970, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 7 giugno 2026, viene spesso raccontata come l’ennesimo intervento “valoriale” dell’Unione Europea. Un altro capitolo della lunga narrazione sull’equità, l’inclusione, la parità.
È una lettura comoda.
Ed è sbagliata.








