Riforma fiscale, correttivi a largo raggio su redditi, IVA e affrancamento black list
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Il nuovo decreto correttivo della riforma fiscale esaminato (ieri 10/6) in via preliminare dal Consiglio dei ministri, interviene su un fronte molto ampio: redditi di lavoro dipendente e autonomo, reddito d’impresa, fiscalità internazionale, IVA, successioni, riscossione, fatturazione elettronica e accise. Non è un provvedimento costruito attorno a una sola misura, ma un decreto di manutenzione normativa, chiamato a coordinare testi già approvati, correggere rinvii, chiudere dubbi interpretativi e introdurre alcune modifiche di immediato rilievo operativo.
Rispetto alle bozze circolate nei giorni precedenti, il testo presenta alcune novità di rilievo, segnalate di seguito...
Detrazione IVA più lunga: una semplificazione che chiede ordine
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Nel decreto correttivo alla riforma fiscale c’è una novità IVA che, letta in fretta, sembra un favore al contribuente: più tempo per detrarre l’imposta. L’articolo 12 del provvedimento interviene sugli articoli 19 e 25 del Dpr 633/1972 – e, per coordinamento, sui corrispondenti articoli 56 e 88 del nuovo Testo unico IVA (Dlgs 19 gennaio 2026, n. 10).
Con riferimento all’articolo 19, viene spostato in avanti il termine per esercitare il diritto alla detrazione, che dall’“anno” in cui il diritto è sorto passa al “secondo anno successivo” a quello in cui il diritto è sorto.
Controlli formali e sostanziali: tra urgenza e fondato pericolo per la riscossione
(Gianfranco Antico)
Il procedimento di controllo degli uffici, sia formale che sostanziale, presenta step ben precisi, normativamente previsti, facendo salvi, a vario modo e con diverse sfaccettature, i casi di urgenza e/o di fondato pericolo per la riscossione.
Passaggio generazionale: se il padre non molla, l'imposta torna piena
( Pietro Alò e Antonello Cassone)
C’è una scena ricorrente nelle stanze dei commercialisti italiani. Il fondatore arriva, ha settant’anni, vuole “passare l’azienda ai figli”. Vuole farlo sfruttando l’esenzione dell’articolo 3, comma 4-ter, del Dlgs 346/1990; quella che azzera l’imposta di successione e donazione sui trasferimenti di partecipazioni di controllo. Si confezionano così statuti pieni di azioni speciali, voti plurimi, usufrutti vitalizi, diritti di veto. I figli prendono la quota. Il padre tiene il timone. Tutti (apparentemente) contenti. In realtà non è proprio così.
La fotocopia dell’avviso di ricevimento disconosciuta non è atto pubblico: niente querela di falso
(Roberto Zappalà)
la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione affronta un tema di rilevante ricaduta pratica nel contenzioso da riscossione, che riguarda l’efficacia probatoria della fotocopia dell’avviso di ricevimento prodotta in giudizio e disconosciuta dal contribuente.
FIFA WORLD CUP® e pugilato: quando un marchio contribuisce al successo di uno sport
( Valerio Lunati)
Quando si parla di marchi si pensa spesso ad aziende, prodotti o pubblicità. In realtà il marchio svolge una funzione molto più importante: aiuta le persone a identificare immediatamente ciò che stanno guardando.
In altre parole, crea chiarezza.








