Perché il commercialista vincerà questa partita
(Mario Alberto Catarozzo)
Parto da un episodio che mi è stato raccontato decine di volte negli anni: un imprenditore entra nello studio del suo commercialista con una faccia che dice tutto prima che apra bocca. L’azienda non gira bene. I numeri sono brutti. Le banche cominciano a fare domande scomode. Si siede, e aspetta. Non aspetta un bilancio. Non aspetta una simulazione fiscale. Aspetta che qualcuno gli dica, con cognizione di causa e con la sua storia in testa, cosa fare adesso.
Ecco il punto. Quell’attesa non è rivolta a uno strumento. È rivolta a una persona: il commercialista.
CPB: nuovi chiarimenti su studi associati e acquisto d'azienda da parte dell’imprenditore individuale
(Andrea Gaeta e Barbara Marini)
Con due risposte a interpello pubblicate oggi, la n. 100 e la n. 103 del 2 aprile 2026, l’Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti sull’applicazione del Concordato preventivo biennale, con particolare riferimento alle cause di esclusione e di cessazione in presenza di modifiche soggettive e operazioni di acquisizione.
SPILLI EREDITARI - Governance familiare 2.0: il Codice AIDAF e la fine del decisionismo dinastico
(Piero Sanna Randaccio)
Dal mito del fondatore onnipotente alla disciplina delle regole condivise: il capitalismo familiare italiano entra in una fase adulta, dove la continuità non è più affidata al carisma, ma all’architettura.
Ma è davvero il tramonto del patriarca?
Le modifiche all’indicatore patrimoniale ai fini del riporto delle perdite nelle fusioni e scissioni
(Luciano Sorgato)
Il decreto correttivo n. 84/2025 è intervenuto per modificare il criterio di riduzione del parametro patrimoniale rilevante ai fini del riporto delle perdite nelle operazioni di fusione e scissione. In particolare, la disposizione ha sostituito il previgente meccanismo, fondato su una proporzione tra valore economico e patrimonio netto contabile, con una regola più netta, prevedendo che il valore economico sia ridotto di un importo pari al doppio della somma dei conferimenti e dei versamenti effettuati negli ultimi 24 mesi anteriori alla data di efficacia della fusione, indipendentemente quindi dal rapporto tra valore economico e valore contabile.
L'oro degli italiani: terzi al mondo, ma il tesoro è (quasi) tutto all'estero
(Pietro Alò e Antonello Cassone)
C’è un paradosso tutto italiano che vale quasi duecento miliardi di euro e pesa oltre duemila tonnellate: il nostro Paese è il terzo detentore di riserve auree al mondo — dopo Stati Uniti e Germania, con 2.452 tonnellate d’oro per un valore che ha raggiunto la cifra record di 198 miliardi di euro nel 2024, con un balzo del 34,4 per cento in un solo anno — eppure la stragrande maggioranza di questo patrimonio non si trova entro i confini nazionali. Solo il 45 per cento delle riserve auree è infatti in Italia, mentre il restante 55 per cento è all’estero: il 43 per cento negli Usa, il 6 per cento in Svizzera e il 6 per cento nel Regno Unito.
Ricambi, design e concorrenza: dove finisce la riparazione lecita e dove inizia la contraffazione
(Valerio Lunati)
Nel diritto della proprietà industriale, pochi temi sono delicati quanto quello dei ricambi visibili. Da un lato c’è il diritto del titolare di un design registrato a proteggere la forma dei propri prodotti; dall’altro, c’è l’interesse del mercato e dei consumatori a poter accedere a componenti sostitutivi senza subire monopoli di fatto sull’aftermarket.
L’IA come “guardiano invisibile”: nuove strategie contro la contraffazione
(Clizia Cacciamani)
Nel contesto di una trasformazione digitale sempre più pervasiva, anche il fenomeno della contraffazione sta evolvendo rapidamente, rendendo necessario ripensare le tradizionali modalità di tutela dei diritti di proprietà industriale. In questo scenario, l’intelligenza artificiale emerge come uno strumento centrale, incidendo in modo significativo sui modelli di enforcement e sulle dinamiche di protezione dei diritti.









