La bocciatura della deroga al favor rei: quando la “scure” giudiziale si abbatte sui meccanismi di tutela del bilancio pubblico
(Annalisa Cazzato)
È arrivata, dalla giurisprudenza di merito, una prima sonora bocciatura alla deroga al favor rei prevista espressamente dal legislatore in sede di attuazione della riforma del sistema sanzionatorio amministrativo e tributario.
I reduci del CPB
(Stefano Ricca)
Eccoli, li aspettavamo da due anni. I reduci del concordato preventivo biennale. Contribuenti che hanno già firmato per il biennio 2024-2025 e adesso devono decidere se farlo di nuovo. Sono la prima vera misura di uno strumento che finora si è potuto raccontare solo in proiezione.
La notifica PEC della sentenza tributaria torna al bivio: l'ordinanza n. 4057/2026 e il costo della nomofilachia smarrita
(Lorenzo Romano)
Un maestro (Glendi) del processo tributario ama ripetere, con quella sua ironia tagliente e affettuosa insieme, che «una sentenza della Cassazione che ci dà ragione, la si trova sempre». È una battuta, ma come tutte le battute vere nasconde dentro di sé qualcosa di doloroso: la descrizione fedele di un sistema in cui la Suprema Corte, anziché orientare il diritto vivente con pronunciamenti stabili e coerenti, alimenta un mercato delle massime nel quale ciascuna parte, con la dovuta pazienza archivistica, può trovare il precedente che fa al caso suo. E con l’intelligenza artificiale questo sarà un “gioco da ragazzi”.
Detassazione 5 per cento aumenti CCNL: il nodo delle "ipotesi di accordo" 2023 e l'interpretazione sul caso Grafici Industria
(Paolo Bartolini)
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un’importante misura a sostegno dei lavoratori: l’applicazione di un’imposta sostitutiva agevolata al 5 per cento sugli incrementi retributivi erogati nel 2026, a condizione che derivino da rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.
In un mondo dominato dall’AI, possibile che il benessere in azienda conti più dello stipendio?
(Natalia Piemontese)
In un mercato del lavoro segnato da licenziamenti legati all’AI e dalla paura di essere sostituiti, alcune aziende invece puntano sul benessere dei dipendenti, come vera leva competitiva. Sempre di più e soprattutto per non perderli. Perché se l’efficienza immediata, la riduzione dei costi e il controllo tecnico aiuta nel breve periodo a mantenersi a galla, la competizione - e la vera crescita - si gioca sul capitale umano.
IA e diritto d’autore: crisi del concetto di autorialità?
(Clizia Cacciamani)
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale, in particolare nelle sue applicazioni più avanzate di machine learning e generative AI, sta progressivamente e rapidamente mettendo in discussione le categorie tradizionali del diritto della proprietà intellettuale. Tra queste, la nozione di autorialità appare oggi una delle più esposte a tensioni sistemiche, in quanto storicamente fondata sull’assunto della necessaria riconducibilità dell’opera all’ingegno umano.








