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Economia

Detassazione 5 per cento aumenti CCNL: il nodo delle "ipotesi di accordo" 2023 e l'interpretazione sul caso Grafici Industria

di Paolo Bartolini

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Blast
mar 24, 2026
∙ A pagamento

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un’importante misura a sostegno dei lavoratori: l’applicazione di un’imposta sostitutiva agevolata al 5 per cento sugli incrementi retributivi erogati nel 2026, a condizione che derivino da rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.

La regola temporale dettata dalla norma e illustrata dalla recente circolare di prassi sembra chiara, ma pone un delicato interrogativo pratico per tutti quei contratti la cui negoziazione si è accavallata tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Il rischio è quello di escludere in automatico dal beneficio fiscale i CCNL che riportano una data del 2023 sull’ipotesi di accordo, fermandosi al mero dato testuale della “sottoscrizione”.

Tuttavia, un’attenta analisi giuslavoristica impone una riflessione più profonda. Nel nostro ordinamento sindacale, un’ipotesi di accordo firmata dalle parti sociali “con riserva” (per consentire le assemblee dei lavoratori) configura giuridicamente la stipulazione di un contratto sottoposto a condizione sospensiva. Il contratto cessa di essere una mera “ipotesi” e si perfeziona, diventando vincolante ed efficace, solo nel momento in cui tale riserva viene sciolta positivamente.

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