Testo unico adempimenti e accertamento: riordino formale senza vera sistematizzazione
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare il nuovo testo unico in materia di adempimenti e accertamento, destinato ad entrare in vigore dal 1° gennaio 2027. Il testo, composto da (ben) 368 articoli e due allegati, persegue un obiettivo essenzialmente ordinatorio: raccogliere e coordinare in un corpus unitario una disciplina finora disseminata in una pluralità di fonti. L’operazione si sviluppa lungo tre parti, dedicate rispettivamente agli adempimenti, alla collaborazione e all’attività di controllo e accertamento, nonché alle disposizioni transitorie e finali.
Le osservazioni extra time lasciano aperte le porte all’adesione di comune accordo
(Gianfranco Antico)
L’articolo 6-bis della L. 212/2000 impone un contraddittorio anticipato, informato ed effettivo, di tutti gli atti autonomamente impugnabili dinanzi agli organi della giurisdizione tributaria, a pena di annullabilità. Sono fatti salvi solo i casi in cui non sussiste il diritto al contraddittorio (atti automatizzati, sostanzialmente automatizzati, di pronta liquidazione e di controllo formale delle dichiarazioni, individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 24 aprile 2024, nonché i casi di motivato e fondato pericolo per la riscossione).
Osservazioni allo schema di atto valide anche dopo i 60 giorni
(Dario Deotto)
L’articolo di G. Antico di oggi affronta il caso della presentazione delle “controdeduzioni” da parte del contribuente dopo i canonici 60 giorni una volta ricevuto lo schema di atto e fa riferimento alla possibilità che la predetta fase di contraddittorio preventivo possa essere convertita in accertamento con adesione.
Al di là della questione specifica, un problema di fondo che si pone è se l’ufficio debba comunque “dare peso” alle controdeduzioni/osservazioni del contribuente presentate dopo i 60 giorni.
Rating di legalità, la nuova stagione della compliance integrata: perché il professionista non può più restare a guardare
(Lorenzo Romano)
È trascorso poco più di un mese dal debutto della nuova disciplina del Rating di legalità e il mercato della consulenza professionale sta già riposizionandosi. La delibera AGCM n. 31812 del 16 marzo 2026 ha rafforzato e reso più severo uno strumento che per oltre un decennio era rimasto ai margini del dibattito sulla corporate governance. Oggi il Rating diventa un asset strategico che attraversa l’antitrust, il 231, il perimetro fiscale e i presidi antiriciclaggio, imponendo al professionista della compliance un salto di paradigma. E dialoga, soprattutto, con uno dei pilastri della riforma del diritto dell’impresa: l’obbligo di adeguati assetti ex articolo 2086 c.c.
Studi professionali: organizzazioni razionali guidate da emozioni irrazionali
(Mario Alberto Catarozzo)
Provate a guardare con occhi nuovi uno studio di professionisti, per esempio commercialisti o consulenti del lavoro. Ciò che noterete ancora prima di entrare nello studio è la targa nel palazzo, spesso altisonante, con loghi ben studiati, nomi dei professionisti in fila: insomma tutto ben organizzato, come ragione vuole. Poi, però, addentrandoci meglio nelle dinamiche di studio scopriamo che la ragione resta spesso all’ingresso e ciò che vige è l’emozione camuffata da stress, ansia, preoccupazioni e scandita da scadenze e rituali.







