Il silenzio del Fisco: tregua liberatoria o inquietante vuoto interpretativo?
(Lelio Cacciapaglia)
Nelle ultime settimane qualcosa sembra essersi improvvisamente fermato. Aprile e maggio sono trascorsi senza il consueto bombardamento di circolari, risoluzioni, risposte a interpello e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (si veda, sullo stesso tema, anche l’intervento di Annalisa Cazzato qui su Blast). Un silenzio quasi irreale per chi, negli ultimi anni, si è abituato a vivere immerso in un flusso continuo di interpretazioni amministrative che, a ritmo quotidiano, ridefiniscono il significato concreto delle norme tributarie.
È un bene oppure un male?
Forse è meglio differire l'entrata in vigore del nuovo Testo Unico Iva
(Francesco D’Alfonso)
Il 1° gennaio 2027 entrerà in vigore il Testo Unico Iva.
Il Testo Unico raccoglie in un unico corpo normativo di 171 articoli tutte le disposizioni precedentemente sparse in diverse leggi, abrogando e sostituendo le disposizioni contenute nel DPR n. 633 del 1972, nel DL n. 331/1993 e negli altri articolati normativi nazionali.
Guai in vista per l’asseveratore non legittimato
(Annalisa Cazzato e Giuseppe Marco Ragusa)
Chiunque, nella propria esperienza professionale, si sia confrontato con la misura nota come “Superbonus” (nelle sue declinazioni Eco o Sisma) ha sempre intuito che, prima o poi, le relative questioni sarebbero approdate, dinanzi tutte le giurisdizioni - ordinarie e speciali - previste nel nostro ordinamento. Ciò era del resto prevedibile, sia per l’elevata complessità della disciplina, sia per la sua capillare diffusione.
Dumping contrattuale: perché i controlli rischiano di diventare molto più pesanti
(Gabriele Silva)
Il dumping contrattuale è stato uno di quei fenomeni di cui tutti parlavano ma che, nella pratica, risultava difficile contrastare davvero. Il problema, infatti, non era soltanto individuare contratti collettivi con trattamenti economici più bassi, ma capire fino a che punto fosse possibile intervenire concretamente sulle aziende che li applicavano. Il risultato è stato un sistema spesso bloccato tra interpretazioni, ricorsi e incertezze operative, dove persino gli organi ispettivi si sono mossi in un terreno tutt’altro che stabile.
Il lavoro umano va certificato come si certifica un bilancio: perché serve un visto di conformità contro l’invasione dell’IA
(Pietro Alò e Antonello Cassone)
Il sindacato è una delle conquiste più importanti del Novecento, una struttura che ha dato dignità a milioni di lavoratori e che ancora oggi svolge una funzione di equilibrio sociale insostituibile. Eppure, davanti alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale, anche lo strumento più solido rischia di trovarsi disarmato.
Puoi anche fare a meno dell’AI
(Mario Alberto Catarozzo)
Certo che puoi. Nessuno ti obbliga e probabilmente hai ottime ragioni per farlo. Forse sei convinto che l’intelligenza artificiale sia una moda passeggera, come lo erano i social media nel 2010 (ricordate quanti professionisti dicevano “quella roba per ragazzini non mi riguarda”?).
Oppure hai costruito un metodo di lavoro che funziona e non hai nessuna intenzione di toccarlo. Posizioni legittime, tutte.








