POS estero, scontrino assente: la falla che il fisco italiano pensa di avere risolto, senza riuscirci
(Pietro Alò e Antonello Cassone)
Ce l’hanno raccontata come la mossa del cavallo. Colleghi obbligatoriamente il POS al registratore telematico e l’evasione elettronica è finita. L’algoritmo incrocia pagamento e scontrino in tempo reale, così per l’esercente che incassa con la carta “dimenticando” la ricevuta scatta la trappola. Ce lo siamo bevuti tutti, anche perché suona bene: matrimonio digitale, niente più scappatoie, l’Agenzia delle Entrate finalmente moderna. C’è un solo problema. Il matrimonio funziona se entrambi gli sposi vivono in Italia. Ma il POS, da un pezzo, ha imparato a sposarsi all’estero. E nessuno è invitato alla cerimonia, men che meno Sogei. Vediamo cosa significa davvero.
SententIA: il precedente tributario scelto dall’algoritmo
(Pierdante Colapietra)
Il precedente tributario, fino a ieri, bisognava andarselo a cercare. Occorreva individuare le parole giuste, attraversare banche dati non sempre intuitive, aprire decisioni solo apparentemente pertinenti e ricostruire, una pronuncia dopo l’altra, l’esistenza di un orientamento. Con SententIA questo percorso potrebbe cambiare radicalmente: il nuovo servizio annunciato dal Dipartimento della Giustizia tributaria consentirà di interrogare in linguaggio naturale una banca dati composta da circa novecentomila decisioni di merito, ottenendo risultati mirati e sintesi dei passaggi ritenuti essenziali.
IL FISCO IN UN CAFFÈ - Tax equalization e credito d’imposta estero: i soldi cambiano tasca, il debitore no
(Andrea Daglio, Francesco Licenziato, Matteo Piva, Francesco Viggiani)
Nella mobilità internazionale dei lavoratori, la tax equalization nasce con una promessa semplice: evitare che il distacco all’estero diventi, per il dipendente, una lotteria fiscale. Né un vantaggio inatteso, né una penalizzazione. Solo la conservazione, per quanto possibile, dello stesso equilibrio economico che il lavoratore avrebbe avuto restando nel Paese di origine.
L’insufficienza di prove: “ciascuno a suo modo”
(Gianfranco Antico)
La sentenza n. 50 del 13 aprile scorso della Corte Costituzionale, sull’articolo 21-bis del D.Lgs.n.74/2000, offre alcuni spunti di riflessioni su altri ambiti che meritano di essere evidenziati.
Va preso atto che, per i giudici costituzionali, la norma persegue un obiettivo di garanzia e di semplificazione nell’ambito del complesso rapporto tra il processo penale e quello tributario, rendendo in tal modo concreta, anche a livello processuale, l’esigenza di difesa della posizione soggettiva del contribuente.
Quando il reato presupposto lo commette la macchina: l’IA entra nei modelli 231
(Lorenzo Romano)
C’è un punto di rottura silenzioso nello schema di decreto legislativo approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno scorso, attuativo della legge delega n. 132/2025 e di adeguamento all’AI Act. Non riguarda tanto le pene (pure significative) quanto la grammatica stessa della responsabilità degli enti. Per la prima volta, il catalogo dei reati presupposto si arricchisce di fattispecie in cui la condotta penalmente rilevante non è interamente umana, ma transita attraverso un sistema artificiale dotato di margini di autonomia operativa. È una differenza che il “giurista 231” farebbe bene a non sottovalutare.
Violenza di genere e cambiamenti culturali: proposte e provvedimenti che sembrano andare in direzioni opposte
(Francesca Negri)
Lo scorso mese di marzo la Commissione Finanze del Senato ha avviato l’esame del testo e la discussione formale di un disegno di legge (Atto Senato 763) che ha l’obiettivo di tutelare l’accesso effettivo alla propria retribuzione da parte delle donne lavoratrici.








