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Diritto

L’insufficienza di prove: “ciascuno a suo modo”

di Gianfranco Antico

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giu 19, 2026
∙ A pagamento

La sentenza n. 50 del 13 aprile scorso della Corte Costituzionale, sull’articolo 21-bis del D.Lgs.n.74/2000, offre alcuni spunti di riflessioni su altri ambiti che meritano di essere evidenziati.

Va preso atto che, per i giudici costituzionali, la norma persegue un obiettivo di garanzia e di semplificazione nell’ambito del complesso rapporto tra il processo penale e quello tributario, rendendo in tal modo concreta, anche a livello processuale, l’esigenza di difesa della posizione soggettiva del contribuente. La Consulta rileva come la tutela del cittadino/contribuente si pone, in linea di continuità, nella materia tributaria, con il «più ampio contesto dell’evoluzione dei rapporti tra “autorità” e “consenso” e del tentativo di un graduale abbandono, da parte del legislatore tributario italiano, della risalente visione autoritaria del rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuente» (sentenza n. 137 del 2025), a favore del progressivo passaggio a un approccio fondato sulla compliance, sul dialogo anticipato fra fisco e contribuente, sull’adempimento collaborativo.

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