Quando il monitoraggio non ha più bisogno del contribuente, ha ancora senso punirlo come trent’anni fa?
(Giacomo Monti)
Ci sono norme che invecchiano senza che nessuno se ne accorga.
Non perché siano formalmente superate. Al contrario, continuano a funzionare esattamente come il legislatore le aveva immaginate. È il contesto, però, a cambiare completamente, fino al punto che la disciplina finisce per rispondere a un problema che, nel frattempo, si è profondamente trasformato.
L’obbligo di compilazione del quadro RW rappresenta probabilmente uno degli esempi più significativi in tal senso.
IL FISCO IN UN CAFFÈ - Il pedaggio del “doppio comando”: controllo ed esenzione nel passaggio generazionale
(Andrea Daglio, Francesco Licenziato, Matteo Piva, Francesco Viggiani)
La Risposta a interpello n. 143/2026 racconta un passaggio generazionale costruito con la cautela di chi, prima di cedere la guida, vorrebbe mettere al riparo ogni curva. Al figlio vengono affidati il volante della holding e il 95 per cento dei diritti di voto; il padre, però, conserva alcuni comandi decisivi. Ed è proprio qui che il viaggio si complica: perché accompagnare il successore è naturale, ma se chi siede accanto può ancora frenare e correggere la traiettoria, diventa difficile capire chi sia davvero alla guida.
Realizzo controllato post-riforma: il Notariato mette ordine, ma il vero campo di battaglia resta l’abuso del diritto
( Pietro Alò e Antonello Cassone)
Quando il Consiglio Nazionale del Notariato sente il bisogno di tornare su un argomento dopo soli cinque anni, di solito significa una cosa sola: che il legislatore ci ha messo del suo. È quello che è successo al conferimento di partecipazioni a realizzo controllato. Lo Studio n. 37-2026/T, approvato il 12 giugno scorso, fa il punto sulle modifiche del D.lgs. 192/2024 e sulla pioggia di interpelli emanati dall’Agenzia negli ultimi diciotto mesi. Per chi vive di operazioni straordinarie, è il documento di riferimento dei prossimi anni. Per chi legge solo le rassegne, basta sapere questo: l’articolo 177, commi 2 e 2-bis del TUIR è diventato uno strumento più flessibile, più potente e — proprio per questo — più esposto al sindacato antielusivo. Andiamo per gradi.
I chiarimenti della circolare 5/E sul trattamento dei crediti tributari e contributivi nei gruppi
(Marco Cramarossa)
La circolare n. 5/E di ieri ha dedicato uno specifico passaggio all’articolo 284-bis del Codice della crisi, introdotto dal correttivo-ter, con l’obiettivo di disciplinare il trattamento unitario dei crediti tributari e contributivi nell’ambito degli strumenti di regolazione della crisi riferiti ai gruppi di imprese
La disposizione si colloca nel Titolo VI del CCII, dedicato ai gruppi, e risponde a una esigenza essenzialmente operativa: evitare che la pluralità di società coinvolte nella ristrutturazione, spesso con domicili fiscali diversi, determini una frammentazione amministrativa delle proposte transattive, con conseguente moltiplicazione degli interlocutori fiscali e previdenziali. La circolare evidenzia, infatti, che la norma mira a superare le difficoltà applicative nella presentazione delle istanze di transazione fiscale quando l’operazione di risanamento riguarda più imprese del medesimo gruppo.
Il 5% volontario di OpenAI
(Stefano Ricca)
Il 2 luglio il Financial Times ha raccontato che OpenAI ha offerto al governo americano il 5 per cento di sé stessa. Circa 42 miliardi di dollari, spontaneamente. Nessuna legge lo chiede, nessun giudice l’ha ordinato. Nel pacchetto c’è l’invito agli altri laboratori, Anthropic, Google, Meta, a fare lo stesso, e un nome rassicurante: fondo sovrano, modello Alaska, dividendi ai cittadini come le royalties del petrolio. Sembra generosità. Sembra.







