Realizzo controllato post-riforma: il Notariato mette ordine, ma il vero campo di battaglia resta l’abuso del diritto
di Pietro Alò e Antonello Cassone
Quando il Consiglio Nazionale del Notariato sente il bisogno di tornare su un argomento dopo soli cinque anni, di solito significa una cosa sola: che il legislatore ci ha messo del suo. È quello che è successo al conferimento di partecipazioni a realizzo controllato. Lo Studio n. 37-2026/T, approvato il 12 giugno scorso, fa il punto sulle modifiche del D.lgs. 192/2024 e sulla pioggia di interpelli emanati dall’Agenzia negli ultimi diciotto mesi. Per chi vive di operazioni straordinarie, è il documento di riferimento dei prossimi anni. Per chi legge solo le rassegne, basta sapere questo: l’articolo 177, commi 2 e 2-bis del TUIR è diventato uno strumento più flessibile, più potente e — proprio per questo — più esposto al sindacato antielusivo. Andiamo per gradi.
Prima novità che sposta gli equilibri: l’eliminazione di ogni limite all’incremento del controllo. Fino al 31 dicembre 2024, il socio di minoranza che voleva aggregarsi a una maggioranza già esistente nella holding poteva farlo in neutralità solo “in virtù di un obbligo legale o di un vincolo statutario”. Una formula che escludeva il 90 per cento delle operazioni reali. Da gennaio 2025 quel paletto è caduto. Significa che i passaggi generazionali “integrativi” — quelli in cui il figlio entra gradualmente nel veicolo costruito dal genitore — diventano finalmente lineari.
Seconda novità, piccola rivoluzione per le PMI familiari. La holding ex comma 2-bis, prima riservata al socio unico, oggi può essere pluripersonale a condizione che i soci siano “familiari” ex articolo 5 TUIR. Due fratelli, ognuno con una partecipazione qualificata nella stessa operativa, costruiscono insieme la cassaforte di famiglia senza dover passare per due società unipersonali separate. Attenzione però: la “qualificata” deve sussistere in capo a ciascun conferente prima dell’operazione, non come somma a operazione conclusa (come emerge dalla relazione illustrativa). È un’apertura, non un libera tutti.



