Crediti ceduti ai professionisti: una vittoria più annunciata che reale
Nel decreto correttivo della riforma fiscale, esaminato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri, una delle disposizioni più enfatizzate riguarda il trattamento fiscale dei differenziali che i professionisti realizzano acquistando crediti d’imposta, in particolare quelli da bonus edilizi, a un prezzo inferiore al valore nominale.
CATTIVI PENSIERI (MA NON SEMPRE) - E' una riforma o una (banale) legge di bilancio?
(Dario Deotto)
Dunque, siamo al quarto o quinto correttivo della “riforma fiscale” e da più parti vengono riportate soddisfazioni per lo stato dell’arte. Ci hanno colpito in particolare quelle relative alla previsione dei differenziali positivi dei professionisti derivanti dalla cessione o dall’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta (si veda anche l’articolo di S. Baseggio e B. Marini).
Ci vengano consentite un paio di brevissime considerazioni. La prima. Il fatto che si continui a legiferare “per tentativi” non sembra affatto una buona notizia. Dà il senso, al contrario, di una estrema precarietà e probabilmente di poca attenzione (conoscenza della materia?) a riguardo dei temi oggetto di legiferazione.
Dall’associazione alla STP: il costo rivalutato delle quote sopravvive alla trasformazione
( Simona Baseggio e Barbara Marini)
Con la risposta a interpello n. 123/2026 l’Agenzia delle Entrate affronta una questione di sicuro interesse pratico per gli studi professionali avviati lungo il percorso dell’aggregazione: la sorte del costo fiscale rideterminato delle quote quando l’associazione professionale si trasforma in una società tra professionisti.
IRAP ed enti del Terzo settore: la clausola di salvaguardia dell’articolo 82-bis del Codice
(Pamela Rinci)
La lunga gestazione del regime fiscale degli enti del Terzo settore (ETS) si è chiusa con l’operatività del Titolo X del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore, di seguito “CTS” o “Codice”). Rimasta sospesa per oltre sette anni in attesa del vaglio europeo sugli aiuti di Stato, la disciplina è divenuta efficace per gli enti iscritti al RUNTS a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025 – il 1º gennaio 2026 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare – per effetto dell’articolo 8 del D.L. n. 84/2025, che ha svincolato l’efficacia delle norme fiscali del Codice dall’autorizzazione comunitaria, a valle della comfort letter della Commissione europea del 7 marzo 2025.
Alle griglie di partenza l’istituto della Consulenza giuridica: delineate le “ultime” operative con il provvedimento direttoriale 171016 del 2026
(Annalisa Cazzato)
Con la pubblicazione, l’8 giugno scorso, del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 171016/2026, rubricato “Regole procedurali per le istanze di consulenza giuridica presentate ai sensi dell’articolo 10-octies della legge 27 luglio 2000, n. 212”, è stato completato il puzzle delle regole del “nuovo” istituto della consulenza giuridica.
Biodiversità d’impresa ed evoluzione dei modelli proprietari
(Andrea De Colle)
Quando si parla di sostenibilità l’attenzione si concentra spesso sugli impatti ambientali e sociali delle organizzazioni. Più raramente si riflette sul ruolo della proprietà, dei modelli organizzativi e della governance aziendale. Eppure, il modo in cui un’impresa distribuisce potere, responsabilità e valore economico influenza profondamente la sua capacità di generare benessere per le persone, le comunità e i territori in cui opera.
Trasparenza salariale: cosa è cambiato davvero per le aziende dal 7 giugno scorso e perché non si tratta di una semplice formalità
( Immacolata Duni)
Per anni il tema delle differenze retributive è rimasto confinato in una zona grigia del rapporto di lavoro. I dipendenti spesso ignoravano quanto guadagnassero colleghi che svolgevano mansioni analoghe; le aziende potevano costruire le politiche retributive con ampi margini di discrezionalità e il divario salariale tra uomini e donne era difficile da individuare e, di conseguenza, da contestare.









