Il riposo negato alla partita IVA del professionista
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Nel diritto tributario italiano esistono soluzioni interpretative che, più che risolvere un problema, sembrano avere l’obiettivo di mantenerlo in vita. Una risposta a interpello ne offre l’ennesima dimostrazione: quando un rapporto professionale riaffiora dopo anni, la via indicata dall’Amministrazione resta sempre la stessa: la riapertura della partita IVA del professionista, anche se l’attività è cessata da tempo.
In attesa delle norme “vere”, ecco il comunicato del MEF
(Redazione Blast)
Probabilmente, oramai, nessuno si stupisce più: con il solito “comunicato-legge” (vedi sotto), il MEF annuncia un provvedimento legislativo di prossima emanazione, che andrà a modificare le disposizioni della Legge di Bilancio 2026 in materia di “mini pacchi”, permute IVA e iper-ammortamento.
Riduzione dei termini di accertamento: la risposta n. 77/2026 fissa i “paletti”
(Giacomo Monti)
La risposta ad interpello n. 77 del 2026 affronta una questione che, sotto il profilo strettamente interpretativo, presenta una soluzione sostanzialmente lineare: l’effettuazione di qualunque pagamento in contanti per importi superiori a euro 500 è idonea a precludere l’accesso alla riduzione (di due anni) dei termini di accertamento prevista dall’articolo 3 del Dlgs. 127/2015.
Plafond IVA tra dichiarazione d’intento e dichiarazione annuale: la scelta del metodo è davvero immodificabile?
(Giacomo Monti)
La disciplina degli acquisti senza applicazione dell’IVA da parte dei c.d. “esportatori abituali” presenta un dubbio interpretativo, mai chiarito anche dalla stessa Amministrazione finanziaria: è possibile emendare, in sede di dichiarazione IVA, la scelta del metodo di calcolo del plafond (fisso o mobile) indicata nella dichiarazione d’intento?
L’illusione della proprietà: una questione di testa e di numeri
(Matteo Frosi)
In Italia abbiamo un rapporto viscerale con l’atto di proprietà. Esiste una sorta di rassicurazione psicologica nel vedere il proprio nome scritto nero su bianco sulla visura catastale di una casa o sul libretto di un’auto. È un retaggio profondo, l’idea che la sicurezza sia reale solo se è legata direttamente al nostro codice fiscale.
Workveillance: il lavoro vede tutto. Ma chi vede te?
(Natalia Piemontese)
Se il badge rappresentava il controllo sul “corpo di un lavoratore” che entrava e usciva dall’ufficio, il passaggio avvenuto negli ultimi anni si è spinto molto oltre. Il controllo infatti riguarda oggi l’intero flusso di coscienza digitale, trasformando pause, interazioni e persino pensieri in dati tracciabili. È la È la workveillance, quel controllo capillare, invisibile e incorporato negli strumenti che usiamo per “essere produttivi”, che va ben al di là della telecamera nell’angolo dell’ufficio o del semplice badge all’ingresso, appunto.
Quali sono le funzioni del Consiglio Supremo di Difesa e perché Mattarella lo ha convocato
(Immacolata Duni )
Tra le istituzioni della Repubblica Italiana esiste un organo poco conosciuto dai non addetti ai lavori, ma centrale quando si parla di sicurezza nazionale e politica militare: il Consiglio Supremo di Difesa.









