Perché gli uffici si ostinano a contestare l’inerenza in base all’articolo 109, comma 5, del TUIR?
(Dario Deotto)
Si è sempre sostenuto che l’inerenza non è affatto disciplinata dalla previsione dell’articolo 109, comma 5, del Tuir.
Anche la recente nota di indirizzo del Mef sulle perdite Covid, indirettamente dovrebbe avere chiarito che l’articolo 109, comma 5 Tuir non ha proprio alcun punto di contatto con l’inerenza.
Eppure…
Nessuna pietà per l’errore che fa uscire dal “forfettario”: il fisco non perdona nemmeno lo sbaglio altrui
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
C’è chi inciampa su una soglia fiscale senza nemmeno accorgersene. E poi c’è chi la supera… per colpa d’altri. Ma tanto basta all’Agenzia delle Entrate per suonare la campanella d’uscita dal forfettario.
PEX 2026: l’equivoco delle soglie, tra possesso e cessione
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
L’evoluzione della Participation Exemption (PEX) nel quadro della legge di bilancio 2026 segna un punto di svolta non trascurabile per il sistema impositivo nazionale, introducendo criteri di selettività quantitativa che mirano a ridefinire il concetto stesso di partecipazione strategica.
Per l’iperammortamento apertura tra realismo e politica
(Tommaso Landi)
In tema di iperammortamento attualmente il comma 427 dell’articolo 1 della L. 199/2025 subordina la maggiorazione del costo di acquisizione di software e hardware tecnologici (180 per cento fino a 2,5 mln, 100 per cento tra 2,5 e 10 mln, 50 per cento tra 10 e 20 mln) alla circostanza che i beni per i quali si richiede l’agevolazione siano «prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo».
La legge 18/2015 e la responsabilità civile dei magistrati: prevista ma non attribuita
(Giorgia Dumitrascu)
La legge n. 18/2015 è stata presentata, al tempo, come la riforma che rende effettiva la responsabilità civile dei magistrati. In realtà, l’effettività che introduce riguarda il risarcimento del danno, non l’attribuzione dell’errore. La riforma non costruisce un modello ordinario di imputazione personale dell’errore giudiziario. Costruisce, piuttosto, un assetto in cui la responsabilità è prevista, ma non attribuita come regola, e in cui l’errore viene assorbito a livello istituzionale.
Non chiamatelo solo stress: la valutazione che misura la qualità degli ambienti lavorativi
(Andrea Tordini)
C’è stato un tempo in cui la valutazione dello stress lavoro-correlato veniva percepita come un adempimento fastidioso, una casella da spuntare nel Documento di Valutazione dei Rischi. Oggi quel tempo è finito, o quantomeno dovrebbe esserlo. Perché lo stress, nelle organizzazioni contemporanee è una lente che può ingrandire processi difettosi, stili di leadership incoerenti, dinamiche relazionali tossiche e fragilità organizzative che, prima o poi, presentano il conto.
Quando l’identità diventa codice – Il caso Khaby Lame
(Stefano Ricca)
Nei giorni scorsi ho riaperto un’analisi che avevo fatto due anni fa. Cliente diverso, problema simile. Non ho dovuto rifare tutto da zero. L’analisi era lì, nel sistema. Ho copiato, modificato, adattato. Mezz’ora invece di tre ore. Il lavoro di due anni fa continua a lavorare per me. Ogni cosa che faccio si stratifica, diventa materiale per la volta dopo. Non è che risparmio tempo. È che il tempo che ho già speso continua a produrre valore senza che io ci sia più dentro.









