Non chiamatelo solo stress: la valutazione che misura la qualità degli ambienti lavorativi
di Andrea Tordini
C’è stato un tempo in cui la valutazione dello stress lavoro-correlato veniva percepita come un adempimento fastidioso, una casella da spuntare nel Documento di Valutazione dei Rischi. Oggi quel tempo è finito, o quantomeno dovrebbe esserlo. Perché lo stress, nelle organizzazioni contemporanee è una lente che può ingrandire processi difettosi, stili di leadership incoerenti, dinamiche relazionali tossiche e fragilità organizzative che, prima o poi, presentano il conto.
Un breve inquadramento: da rischio “intangibile” a pilastro della prevenzione
L’ingresso ufficiale dello stress lavoro-correlato nel perimetro della salute e sicurezza avviene con il recepimento dell’Accordo quadro europeo del 2004, tradotto in Italia dall’articolato del D.Lgs. 81/2008. Da quel momento il legislatore compie un salto culturale rilevante: riconosce che la salute del lavoratore riguarda anche l’equilibrio psicofisico nel contesto organizzativo.
Negli anni successivi, anche grazie allo scrupoloso lavoro metodologico dell’INAIL, lo strumento si struttura: approccio per fasi, indicatori oggettivi e soggettivi, coinvolgimento delle figure aziendali, attenzione alla dimensione organizzativa più che al singolo individuo. Una rigorosa analisi del lavoro reale, di come è organizzato e vissuto dal personale.
Oggi, a oltre quindici anni dall’introduzione dell’obbligo, anche se non ancora maggiorenne, la valutazione dello stress lavoro-correlato ha fatto una certa esperienza sul campo.
Non solo prevenzione, ma miglioramento organizzativo
Chi affronta seriamente una valutazione dello stress scopre presto un fatto scomodo: i risultati parlano più dell’azienda che delle persone. Turnover elevato, conflitti interni, carichi di lavoro mal distribuiti, ambiguità di ruolo, comunicazione opaca, leadership intermittente. Tutti elementi che raramente emergono nei mansionari o negli organigrammi, ma che incidono profondamente sulla qualità del lavoro.



