Nel pomeriggio sarà pubblicato il nuovo podcast di BLAST; tema dell’incontro:
“L’intelligenza artificiale comprime i diritti del contribuente?”
Ospiti di Dario Deotto: Andrea Carinci, Lorenzo Del Federico, Tommaso Landi, Enrico Marello
Transizione 5.0, cinque comunicazioni per un incentivo: il paradosso della semplificazione
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Il decreto attuativo del nuovo piano Transizione 5.0 ha finalmente trovato la propria forma definitiva con la firma apposta lunedì scorso dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy.
La parola è d’argento ma il silenzio, talvolta, è d’oro (anche quello dell’Agenzia delle Entrate)
(Annalisa Cazzato)
È da più di qualche settimana che devono sentirsi stranamente in vacanza (dato il periodo di vivace fermento lavorativo) quanti dedicavano gran parte del loro tempo alla ricerca, estrapolazione, lettura e commento (critico o acritico) delle posizioni che l’Agenzia delle Entrate, inarrestabilmente, con cadenza quotidiana (e molto spesso anche “in batteria”), pubblicava, arricchendo copiosamente l’apposita sezione “Risposte alle istanze di interpello e consulenza giuridica” della voce “Normativa e prassi” dell’omonimo sito Internet.
È da più di qualche settimana che devono sentirsi stranamente in vacanza (dato il periodo di vivace fermento lavorativo) quanti dedicavano gran parte del loro tempo alla ricerca, estrapolazione, lettura e commento (critico o acritico) delle posizioni che l’Agenzia delle Entrate, inarrestabilmente, con cadenza quotidiana (e molto spesso anche “in batteria”), pubblicava, arricchendo copiosamente l’apposita sezione “Risposte alle istanze di interpello e consulenza giuridica” della voce “Normativa e prassi” dell’omonimo sito Internet.
Impugnazione facoltativa o onere implicito: il contribuente e il prezzo della prudenza processuale
(Pierdante Colapietra)
Nel processo tributario esistono facoltà che, a forza di essere suggerite, finiscono per assomigliare a doveri. È ciò che accade quando un atto non ancora definitivo, non ancora esecutivo, non ancora pienamente lesivo viene però presentato al contribuente come il luogo in cui “conviene” difendersi subito.
Il nodo, però, è un altro: una facoltà resta tale solo finché il suo mancato esercizio non produce, direttamente o indirettamente, un costo difensivo successivo. Altrimenti cambia natura senza che il legislatore lo abbia mai detto.
Le conseguenze della motivazione rafforzata
(Gianfranco Antico)
La motivazione degli atti impositivi costituisce da sempre argomento di ampia discussione tra gli addetti ai lavori.
Come è noto, la motivazione dell’accertamento tributario assume una funzione di garanzia nei confronti del destinatario, poiché è solo attraverso di essa che a quest’ultimo è consentito reagire agli effetti negativi che produce.
Brevetti, non solo difesa: perché sono uno strumento di business intelligence
(Valerio Lunati)
Nel mondo industriale il brevetto è spesso visto come un costo inevitabile o, al massimo, come uno scudo legale contro la contraffazione. Una visione comprensibile, ma incompleta.
Oggi, infatti, il vero valore della proprietà industriale non sta solo nella tutela, ma nella sua capacità di generare **informazioni strategiche**. I brevetti, letti nel modo corretto, diventano uno strumento di business intelligence capace di orientare ricerca, investimenti e sviluppo.
Le professioni giuridico-economiche attribuiscono ancora una posizione sociale?
(Mario Alberto Catarozzo)
C’è stata un’epoca, non troppo lontana, in cui dire “sono avvocato”, “sono commercialista”, “sono notaio”, “sono consulente del lavoro” produceva un effetto immediato. Cambiava il tono della conversazione. Il titolo professionale funzionava come una chiave sociale: apriva porte, generava deferenza, comunicava affidabilità prima ancora che la persona avesse dimostrato qualcosa.









