La parola è d’argento ma il silenzio, talvolta, è d’oro (anche quello dell’Agenzia delle Entrate)
di Annalisa Cazzato
È da più di qualche settimana che devono sentirsi stranamente in vacanza (dato il periodo di vivace fermento lavorativo) quanti dedicavano gran parte del loro tempo alla ricerca, estrapolazione, lettura e commento (critico o acritico) delle posizioni che l’Agenzia delle Entrate, inarrestabilmente, con cadenza quotidiana (e molto spesso anche “in batteria”), pubblicava, arricchendo copiosamente l’apposita sezione “Risposte alle istanze di interpello e consulenza giuridica” della voce “Normativa e prassi” dell’omonimo sito Internet.
Stando agli ultimi dati disponibili, riferiti essenzialmente al primo trimestre 2026, sono 103 le Risposte ad interpello pubblicate, 17 le Risoluzioni (alcune delle quali, però, non attinenti all’attività interpretativa ma relative all’istituzione di codici tributo) e solo 2 le Circolari; si tratta di un numero che non si presta, in sé e per sé, ad alcuna considerazione in quanto, se confrontato con i dati relativi alle pubblicazioni dello stesso periodo dello scorso anno, conferma una tendenziale stabilità dei numeri (salvo che per le Risoluzioni che, nel 2026, sono sensibilmente meno che nel 2025).
Quello che stupisce, quindi, non sono tanto i trend, che si rivelano costanti, quanto il silenzio che è caduto sulla sezione “Risposte alle istanze di interpello e consulenza giuridica” dal 2 aprile 2026: nell’abbondante mese trascorso, tra festività pasquali, ponti ed altro (soprattutto un’importante ed attesa riorganizzazione delle strutture centrali deputate alle attività di indirizzo e coordinamento dell’interpretazione delle norme fiscali), l’inerzia ha regnato sovrana e il silenzio è diventato paradossalmente “assordante”.
Impossibile che nessuna nuova risposta, specie ad istanze di interpello, sia stata medio tempore notificata: non esistono moratorie amministrative, se si tiene conto che per la tanto sospirata sospensione del “termine” di risposta che inesorabilmente corre veloce, pena la formazione del silenzio assenso, ci sono voluti anni e si è reso necessario un intervento normativo ad hoc, nel roboante contesto dell’attuazione della delega fiscale, che si è limitato a riconoscere il diritto al sacrosanto riposo sotto l’ombrellone nel mese di agosto.



