Il correttivo omnibus chiude gli accertamenti perenni sugli ammortamenti, ma non sulle perdite
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Ci sono riforme che si giudicano da ciò che scrivono e altre da ciò che tacciono. Lo schema di decreto legislativo correttivo omnibus, licenziato nella sua versione definitiva ieri, appartiene alla seconda categoria.
La caccia al tesoro di agosto tra i 32 quesiti sul “nuovo regime dell’adempimento collaborativo”
(Annalisa Cazzato)
Si potrebbe dire che l’Agenzia delle entrate non ha resistito alla tentazione di entrare in competizione con i migliori best sellers catalogati sotto la voce “letture sotto l’ombrellone” scalando la wish list del professionista quando, con un simpatico gioco di numeri, oggi 6 agosto 2026, ha deciso di procedere alla pubblicazione della Circolare 6/E dedicata al “nuovo regime di adempimento collaborativo”.
Come cambia l'uscita dal concordato preventivo biennale dopo il correttivo omnibus
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Il decreto correttivo cosiddetto omnibus, approvato in via definitiva il 4 agosto, interviene sulle vie d’uscita dal concordato preventivo biennale: la decadenza dell’articolo 22, la cessazione dell’articolo 21 e la nuova figura dell’adesione priva di effetti. Le modifiche si applicano dal biennio 2026-2027. Vediamo, in concreto, quando il concordato viene meno e perché.
Disconnessione: l’intelligenza artificiale ci salverà dalle e-mail in vacanza?
(Francesco Carrubba)
Ogni estate, milioni di notifiche attraversano le spiagge italiane. La disconnessione resta un miraggio, ma l’AI può renderla una pratica aziendale.
“Nelle aziende che funzionano, staccare la spina fa parte del work flow” è la posizione di Mudra, l’advisory company italiana specializzata nell’organizzazione aziendale e nella valorizzazione degli asset intangibili, che ha analizzato questi aspetti: “la responsabilità è delle organizzazioni che non progettano la propria capacità di rallentare”. E così immancabilmente, ogni estate, chi va in vacanza non riesce a riposare al 100 per cento mentre chi resta in ufficio è sotto pressione per mole di lavoro e scadenze e l’impresa perde efficienza nel suo complesso.
Perché le competenze relazionali contano più che mai
(Mario Alberto Catarozzo)
Vi siete mai chiesti perché il cliente che ha sempre pagato da vent’anni la parcella e non ha mai avuto da ridire, ad un certo punto sceglie un altro consulente? Niente errori nelle dichiarazioni, la consulenza è la stessa di sempre e nulla faceva presagire questo epilogo, eppure c’è stato. Spesso la decisione matura in sordina, senza cenni di contestazione o frustrazioni percepite. E allora cosa è accaduto? Spesso la cosa viene liquidata dal professionista con un “è fisiologico”, oppure “avrà trovato dove spendere meno”, o ancora “non ci sono più i clienti di una volta”.
Le statistiche, invece, ci dicono che una delle ragioni più diffuse e spesso non affrontare apertamente è un’altra: il cliente non si sente ascoltato, sente di essere uno dei tanti, un numero, un caso.







