Disconnessione: l’intelligenza artificiale ci salverà dalle e-mail in vacanza?
di Francesco Carrubba
Ogni estate, milioni di notifiche attraversano le spiagge italiane. La disconnessione resta un miraggio, ma l’AI può renderla una pratica aziendale.
“Nelle aziende che funzionano, staccare la spina fa parte del work flow” è la posizione di Mudra, l’advisory company italiana specializzata nell’organizzazione aziendale e nella valorizzazione degli asset intangibili, che ha analizzato questi aspetti: “la responsabilità è delle organizzazioni che non progettano la propria capacità di rallentare”. E così immancabilmente, ogni estate, chi va in vacanza non riesce a riposare al 100 per cento mentre chi resta in ufficio è sotto pressione per mole di lavoro e scadenze e l’impresa perde efficienza nel suo complesso.
Secondo Carlotta Silvestrini, fondatrice e Co-Ceo di Mudra, l’AI deve servire a proteggere il tempo di recupero, non ad ampliare la reperibilità.
Il passaggio di consegne: un momento delicato
Troppo spesso il passaggio di testimone delle mansioni - l’handover - tra chi va in vacanza e chi rimane al lavoro avviene di corsa e all’ultimo momento. In questa maniera diventa difficile avere un quadro completo della situazione. Nel frattempo, il collega che parte mette addirittura già in conto che riceverà telefonate o richieste di chiarimenti.
“Il nodo è la mancanza di un processo strutturato - illustra Mudra - un handover efficace richiede tempo, metodo e strumenti adeguati e non può essere improvvisato la mattina prima della partenza per le ferie. L’intelligenza artificiale può però offrire un contributo concreto: se applicata ai flussi di lavoro, è in grado di analizzare i ticket aperti, mappare le scadenze imminenti e restituire una fotografia chiara dello stato di avanzamento dei progetti del dipendente in partenza. Il passaggio di consegne diventa così più completo e preciso, riducendo il rischio di interruzioni operative”.
Comunicazione interna, pane per l’AI



