Sospensioni dei termini di risposta a maglie “larghe” e a maglie “strette”: il giallo del silenzio di agosto sulle documentazioni integrative
(Annalisa Cazzato e Matteo Piva)
Il recente restyling dell’istituto dell’interpello statutario, voluto dal legislatore della legge delega per la riforma del sistema fiscale, ha rappresentato l’occasione giusta per introdurre - nell’ambito delle previsioni che regolano i termini perentori di risposta, pena il silenzio assenso - il tanto auspicato effetto di sospensione nel caldo (di sicuro) e rilassante (si spera) mese di agosto.
Nel processo tributario la necessità della prova testimoniale sfugge al sindacato di legittimità
(Andrea Gaeta)
Con l’ordinanza n. 24407 del 3 agosto 2026, la Sezione tributaria della Corte di cassazione si sofferma sulla prova testimoniale scritta introdotta con la L. 130/2022 nell’articolo 7, comma 4, del Dlgs n. 546/1992 e lo fa proprio nel punto più delicato dell’istituto: il rapporto tra la valutazione di necessità riservata al giudice di merito e i margini del sindacato di legittimità.
Atti di indirizzo, che passione!
(Annalisa Cazzato)
Gli Atti di indirizzo del Viceministro dell’economia e delle finanze, comparsi per la prima volta nel sacro “tempio” dello Statuto dei diritti del contribuente dopo l’attuazione dei principi della legge delega ad opera del decreto legislativo 219 del 2023, stanno assumendo contorni sempre più affascinanti e intriganti, se non altro per l’attenzione man mano crescente che ad essi si riserva.
Anomalie d’agosto: la lettera ISA che può far decadere il CPB
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
C’è un rito che si ripete puntuale come il caldo: appena gli studi professionali cominciano a guardare al calendario delle ferie, il cassetto fiscale si riempie. Quest’anno il timbro porta la data del 14 luglio scorso, giorno del provvedimento con cui l’Agenzia delle Entrate ha aperto la campagna delle comunicazioni di anomalia sui dati ISA relativi al periodo d’imposta 2024. Migliaia di lettere, recapitate nell’area riservata, che segnalano una possibile incoerenza in ciò che è stato dichiarato ai fini degli indici sintetici di affidabilità fiscale.
Smart working, la tecnologia non è sempre sorveglianza: la svolta sulla geolocalizzazione dei dipendenti
(Claudio Garau)
La geolocalizzazione dei dipendenti da remoto non può essere considerata, in automatico, violazione della privacy o controllo a distanza vietato. Anche quando raccoglie dati sul luogo in cui si trova il lavoratore, la tecnologia non coincide necessariamente con una forma di sorveglianza invasiva: ciò che rileva sono finalità, modalità di raccolta del dato e uso che l’azienda intende farne.







