Acquisti e vendite on-line: principi e spunti di riflessione
(Massimo Sirri)
L’operatore nazionale che si approvvigiona presso un fornitore comunitario in funzione delle vendite realizzate on-line a privati in Italia, deve assoggettare a IVA i beni acquistati senza applicazione dell’imposta, poiché si tratta di acquisti intracomunitari. Successivamente tale operatore deve addebitare l’IVA sulle cessioni agli acquirenti finali. Si tratta infatti, secondo l’ordinanza n. 18398 dell’8 giugno scorso della Corte di Cassazione (il cui testo – a dire la verità - non brilla per chiarezza), di un’operazione da inquadrare “unitariamente” che non dev’essere scissa in un acquisto cui segue una vendita di beni esistenti all’estero fuori campo IVA ai sensi dell’articolo 7-bis, Dpr n. 633/1972, come hanno invece argomentato i giudici d’appello.
Due considerazioni su produzione e interpretazione delle norme tributarie
(Massimo Basilavecchia)
Gli articoli di BLAST vanno meditati, sono frutto di argomentazioni complesse, non solo tecniche; stimolano già a prima lettura, ma richiedono tempo e un’adeguata ponderazione al lettore che voglia intervenire nel dialogo che ne scaturisce. Ecco perché solo ad inizio luglio esprimo qualche considerazione su due articoli di BLAST che mi sono apparsi subito di grande interesse; cercando di legare il tema della produzione delle norme a quello dell’interpretazione. Sono due aspetti su cui si può fare molto, per recuperare un ruolo più stabile alla normativa e una maggiore “imparzialità” all’attività interpretativa degli enti impositori.
IL FISCO IN UN CAFFÈ - Quando il Fisco bussa alla porta della nonna. La causa Neo Group e l'albero genealogico del dividendo
(Andrea Daglio, Francesco Licenziato, Matteo Piva, Francesco Viggiani)
Le conclusioni dell’Avvocato Generale presso la C.G.U.E. non sono sentenze.
Non chiudono partite, non cristallizzano principi, non obbligano ancora nessuno a ridisegnare le proprie strutture.
Ma alcune conclusioni meritano comunque di essere lette con attenzione, perché indicano alla Corte una possibile traiettoria interpretativa.
È il caso di quelle rese dall’Avvocato generale Kokott nella causa C‑203/25, Neo Group, dedicate all’applicazione della clausola antiabuso contenuta nella Direttiva Madre-Figlia e, in particolare, alla possibilità di negare l’esenzione da ritenuta alla fonte anche quando la società madre percettrice sia, anche sotto il profilo economico, l’effettiva beneficiaria dei dividendi.
Trasferimento o licenziamento? La Corte UE fissa i paletti
(Claudio Garau)
Una riorganizzazione aziendale non può celare un licenziamento “di fatto”.
Questo è sostanzialmente il senso della sentenza della Corte di Giustizia dell’UE del 4 giugno scorso (causa C-907/24), originata da un rinvio pregiudiziale della Corte d’Appello di Napoli. Una decisione che interviene su un delicatissimo terreno giuridico e che chiarisce un punto destinato ad avere effetti sistemici sull’interpretazione della direttiva 98/59/CE e della legge n. 223/1991.
La nuova proposta di legge elettorale è davvero un rischio per la democrazia?
(Immacolata Duni)
Ogni volta che in Italia si tocca la legge elettorale, esplode il putiferio. È un copione che conosciamo a memoria: da una parte si grida alla riforma indispensabile per dare stabilità al Paese; dall’altra si denuncia il “pericolo autoritario” e la fine della democrazia.
Anche la proposta “Bignami bis” è finita nel tritacarne dello scontro tra tifoserie.







