Telefisco 2026: accertamento con adesione e contraddittorio preventivo pari sono?
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Tra le risposte più interessanti dell’agenzia delle Entrate a Telefisco 2026 vi sono stati due chiarimenti in tema di contraddittorio preventivo i quali, pur apparendo assolutamente condivisibili nella loro tensione verso una maggiore trasparenza, aprono lo spazio a riflessioni ben più profonde sulla tenuta del sistema dei termini decadenziali.
Il sistema IVA ammette possibili asimmetrie (ma non esclude possibili rimedi)
(Massimo Sirri)
Secondo la Corte di Cassazione il promissario acquirente di un immobile che ha detratto l’IVA sulle somme pagate in acconto è tenuto a riversare all’erario l’importo della detrazione operata nel caso in cui la compravendita non abbia luogo a causa del fallimento del promittente venditore, non rilevando che le fatture emesse non siano state da quest’ultimo rettificate.
Lo schematismo giuridico che uccide la continuità
(Stefano Ricca)
C’è un momento, per chiunque si occupa di crisi d’impresa, in cui ti rendi conto che le regole del gioco possono cambiare a seconda del tribunale. Non dovrebbe essere così, ma è così. E la sentenza del Tribunale di Brescia dell’11 dicembre scorso ne è l’ennesima dimostrazione. La questione è tecnica, ma le conseguenze sono brutali.
Quando la sostenibilità entra in banca (e smette di bussare)
(Andrea Tordini)
La sostenibilità ha definitivamente oltrepassato la soglia del dibattito valoriale per diventare una variabile strutturale del rapporto tra impresa e sistema bancario. Non per una scelta ideologica, ma per un effetto diretto della regolazione europea che impone agli intermediari finanziari di comprendere, misurare e rendicontare i rischi e le opportunità ESG incorporati nei propri portafogli creditizi.
Cosa serve (davvero) per aggregarsi e creare un progetto professionale che duri nel tempo (non è solo questione di “pacchetti clienti” e di competenze)
(Mario Alberto Catarozzo)
Si ha quasi la certezza che la maggior parte dei professionisti si unisce per i motivi sbagliati.
Commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro si mettono insieme pensando che basti avere un portafoglio clienti complementare, competenze diverse, la stessa zona geografica, la voglia di “fare qualcosa insieme”. Poi arriva il primo disaccordo su come gestire un cliente difficile, oppure la prima discussione su chi lavora di più o chi guadagna di più (o entrambe). Per non parlare di quando le vision si dividono: si scopre che uno vuole espandersi, mentre l’altro sogna il work-life balance. Qui iniziano i problemi.
Aziende in cattedra? Il futuro dell’istruzione
(Diego Zonta)
L’istruzione contemporanea si trova dinanzi a un bivio evolutivo in cui il confine tra speculazione teorica e applicazione pratica si sta dissolvendo, spinto da necessità geopolitiche, da emergenze demografiche e dalla disruption tecnologica dell’Intelligenza Artificiale. Quello a cui assistiamo non è solo un aggiornamento dei programmi, ma una vera mutazione del valore del titolo di studio: dalla certificazione di una competenza acquisita alla dimostrazione di un risultato tangibile.








