BLAST 5/4/2026 - La redazione augura una felice Pasqua a tutti i lettori
Ecco cosa abbiamo pubblicato ieri:
“Spazio” - LE PAROLE DI BLAST
(Cristina Marchesan)
Mi vedo fluttuare, attraverso la marea di correnti ascensionali, trasportata fin dentro al cuore di una misteriosa forza, un infinito, risplendente intreccio di corpi celesti. Ormai, guardo la Terra da lontano, minuscolo puntino miracolato dall’equilibrio dell’Universo, nell’eterna tensione dello spazio cosmico.
7 GIORNI IR(REGOLARI) - Decreti “a novanta” giorni
(Stefano Ricca)
Dal primo gennaio 2026 esiste una norma fiscale che il ventisette marzo 2026 non è mai esistita. Retroattività, si chiama. Di solito la usa il Fisco per colpire. Stavolta l’ha usata il Governo per cancellare. Stessa parola, direzione opposta.
SPECCHI DIGITALI – RACCONTI E RIFLESSIONI SULL’UMANITÀ RIFLESSA NELLE SUE MACCHINE - Non sei un prodotto
(Gabriele Silva)
C’è una cosa che nel lavoro di oggi tendiamo a dare per scontata: che gli strumenti siano neutri. Che siano semplicemente mezzi, utili per fare meglio e più velocemente ciò che già facciamo. Jaron Lanier, però, nel suo Tu non sei un gadget, mette in discussione proprio questa convinzione. Non contesta la tecnologia in sé, ma l’idea che possiamo usarla senza esserne, almeno in parte, trasformati. E quando inizi a guardare il lavoro da questo punto di vista, ti accorgi che il cambiamento non è solo esterno, ma riguarda il modo in cui pensiamo, comunichiamo e prendiamo decisioni.
Ciò che conta
(Gianfranco Benetti)
Ci sono momenti, nella routine quotidiana, cui è difficile rinunciare.
Uno di quelli è la colazione da Ambreus.
Al suono della sveglia pregusto già la sua veneziana, la brioche alla marmellata, il cappuccio, il caffè, la spremuta - colazione non proprio dietetica, ma tanto prendo la statina - il saluto che accoglie tutti all’entrata.
Una targa ricorda che il bar è stato riconosciuto bottega storica, ma lui e la sorella Claudia si dicono stanchi, “tra un po’ vendiamo, i cinesi ce l’hanno già chiesto, e quelli pagano cash”.
Non ci crediamo, e neanche loro in fondo.
C’è invece da credergli quando dicono che tra tasse e spese, alla fine del mese non si diventa ricchi.






