Il capitale invisibile della reputazione (anche per l’Amministrazione Finanziaria)
(Annalisa Cazzato)
Secondo la nota teoria dei corsi e ricorsi storici, non possiamo negare che stia tornando prepotentemente di moda il motto - comunemente assegnato ad uno dei padri del capitalismo novecentesco, Henry Ford - secondo cui “Le due cose più importanti non compaiono nel bilancio di un’impresa: la sua reputazione ed i suoi uomini"
Cessata materia del contendere e processo tributario: l’equivoco che costa caro al contribuente
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Nel processo tributario, l’uso della formula “cessata materia del contendere” conosce, talora, applicazioni che definire disinvolte non appare eccessivo. E non si tratta di una mera scivolata lessicale, né di un innocuo tecnicismo mal calibrato: l’erronea declaratoria di cessazione può tradursi in un autentico vuoto di tutela, lasciando il contribuente privo di uno strumento essenziale quale il giudizio di ottemperanza.
Utili extracontabili e ritenuta del 26 per cento: quando la presunzione non può travolgere il sostituto d’imposta
(Luciano Sorgato)
Nell’ambito degli accertamenti fondati su presunte distribuzioni di utili extracontabili, si assiste con una certa frequenza a una prassi che merita attenzione critica: l’imputazione dell’omessa ritenuta del 26 per cento alla società che avrebbe generato l’utile “in nero”, anche quando i soci persone fisiche sono titolari di partecipazioni non in tale società, bensì in una diversa società interposta nella catena partecipativa.
Work life balance a suon di bonus: l’arte di riequilibrare la vita con uno sgravio contributivo
(Gabriele Silva)
Ci hanno spiegato che il problema dell’Italia è demografico. Che nascono pochi figli. Che il sistema pensionistico traballa. Che servono nuovi lavoratori. E allora, come si fa a convincere qualcuno a mettere al mondo un figlio? Semplice: si apre il portafoglio. O meglio, si promette di aprirlo.
La delega a cascata negli studi professionali: superare il “tappo” organizzativo
(Michele D’Agnolo)
Negli studi professionali la crescita dimensionale mette quasi sempre il titolare di fronte a un passaggio critico: imparare a delegare davvero. Molti dichiarano di volerlo fare, pochi riescono a farlo in modo strutturato. Il problema raramente è la mancanza di collaboratori capaci. Più spesso è un problema di assetto organizzativo, un fenomeno che possiamo definire “effetto tappo”.
La prova di evacuazione non è una simulazione: è un test di responsabilità, organizzazione e cultura aziendale
(Andrea Tordini)
C’è un momento, nelle aziende, in cui la routine si interrompe bruscamente. Un suono improvviso, diverso dal solito, attraversa uffici e reparti. Le persone si guardano, qualcuno sorride, qualcuno sbuffa, qualcun altro continua a lavorare ancora qualche secondo. È la prova di evacuazione. E proprio in quei primi istanti si manifesta una verità che nessun audit, nessun organigramma e nessun manuale riescono a raccontare fino in fondo: come funziona davvero l’organizzazione quando perde il controllo della normalità.








