Holding, test di prevalenza e comunicazioni di fine giugno: dalla qualificazione fiscale al labirinto informativo
(Marco Cramarossa e Elena Napoletano)
Per molte società il bilancio rappresenta il punto di arrivo dell’esercizio. Per le holding, invece, spesso costituisce il punto di partenza. È infatti dai valori patrimoniali risultanti dall’ultimo bilancio approvato che prende avvio il test di prevalenza previsto dall’articolo 162-bis del Tuir, destinato a produrre effetti che travalicano il perimetro delle imposte sui redditi e dell’Irap per estendersi a una serie di adempimenti comunicativi sempre più articolati.
Il commercialista non “firma” la fattura, ma può averne scritto il metodo
(Pierdante Colapietra)
Come riportato da Lorenzo Romano il 25/6 su Blast, l’ordinanza della Cassazione n. 21061/2026 non enuncia alcun principio di diritto: la Corte ha cassato con rinvio una decisione costruita senza delimitare adeguatamente l’incarico professionale e sulla base di un quadro istruttorio incompleto. Non ne deriva, dunque, un obbligo generalizzato del commercialista di verificare, prima e dopo, ogni documento ricevuto dal cliente.
Sovraindebitamento ed esdebitazione: in consultazione la Parte II della circolare AdE sul Codice della crisi
(Lorenzo Romano)
Dopo la Parte I dello scorso 15 aprile (dedicata ai nuovi istituti e già commentata su queste pagine) l’Agenzia delle entrate ha messo in consultazione pubblica, fino al 24 luglio 2026, la Parte II della bozza di circolare sul Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Dlgs n. 14/2019). Una circolare, va ricordato, non crea diritto: indirizza gli uffici nell’applicazione delle norme, e la consultazione serve a raccoglierne osservazioni prima della versione definitiva.
Tra genericità della fattura e antieconomicità del costo
(Gianfranco Antico)
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9887 del 16 aprile scorso, ha ritenuto legittimo l’accertamento con il quale l’Agenzia ha contestato ad uno studio associato la deducibilità di taluni costi di consulenza, nonchè l’IVA relativa, sia per la genericità delle fatture che per l’antieconomicità degli stessi costi, non risultando sufficiente l’esibizione del contratto di consulenza, peraltro privo di data certa, in assenza di un riscontro concreto dei servizi ricevuti. Nel caso in questione, la contestazione dell’Agenzia evidenziava, fra l’altro, la sovrapposizione dei contraenti (lo studio associato e la s.r.l. hanno gli stessi soci, hanno la stessa sede legale e lo stesso luogo di esercizio dell’attività).
Se l’euro digitale diventa programmabile, il fisco non lo voti più: lo aggiorni
(Pietro Alò e Antonello Cassone)
Immaginate un fisco senza dichiarazioni. Senza scadenze. Senza l’Agenzia delle Entrate come la conosciamo. Sembra uno slogan da campagna elettorale. Invece potrebbe essere, molto presto, una semplice questione di codice.
Con l’euro digitale il fisco diventerebbe un algoritmo nativo. Scritto direttamente dentro la moneta. Vediamo come.
Saldi estivi 2026: come riconoscere i veri sconti e difendersi da quelli fittizi
(Immacolata Duni)
Ogni anno si ripete lo stesso rito collettivo. Vetrine tappezzate di percentuali accattivanti, offerte apparentemente irripetibili, consumatori alla ricerca dell’affare migliore per il quale, magari, hanno aspettato un anno intero.
Ma proprio quando l’attenzione si concentra sugli sconti, è facile dimenticare un aspetto fondamentale: anche durante i saldi le regole esistono e continuano a valere. Dietro ogni cartellino ribassato ci sono infatti obblighi precisi per i commercianti e diritti che il consumatore spesso non conosce oppure tende a sottovalutare.








