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Fisco

Holding, test di prevalenza e comunicazioni di fine giugno: dalla qualificazione fiscale al labirinto informativo

di Marco Cramarossa e Elena Napoletano

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giu 26, 2026
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Per molte società il bilancio rappresenta il punto di arrivo dell’esercizio. Per le holding, invece, spesso costituisce il punto di partenza. È infatti dai valori patrimoniali risultanti dall’ultimo bilancio approvato che prende avvio il test di prevalenza previsto dall’articolo 162-bis del Tuir, destinato a produrre effetti che travalicano il perimetro delle imposte sui redditi e dell’Irap per estendersi a una serie di adempimenti comunicativi sempre più articolati.

La norma distingue, tra l’altro, le società di partecipazione finanziaria e le società di partecipazione non finanziaria (i.e. holding industriali), individuando quale criterio discretivo il superamento della soglia del 50 per cento dell’attivo patrimoniale da parte delle partecipazioni rilevanti e degli altri elementi patrimoniali correlati. Il test, che va ripetuto annualmente, deve essere effettuato sulla base dell’ultimo bilancio approvato, assumendo il valore contabile delle partecipazioni, influenzato da svalutazioni o da rivalutazioni, pur se inefficaci ai fini fiscali. Rilevano le partecipazioni iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie, nonché quelle successivamente riclassificate nell’attivo circolante in vista del realizzo (cfr. interpello n. 266/2021), mentre assumono rilievo anche i crediti finanziari correlati alle partecipate.

La qualificazione di holding non è affatto neutrale sul piano fiscale. Infatti, le holding industriali, ad esempio, sono soggette a una disciplina Irap peculiare. Alla base imponibile ordinaria si aggiunge infatti il margine finanziario costituito dalla differenza tra interessi attivi e interessi passivi, con deducibilità di questi ultimi limitata al 96 per cento: nel caso di margine negativo, ovvero di interessi passivi superiori a quelli attivi, la falcidia del 96 per cento si applica direttamente al margine (cfr. risoluzione n. 56/E/2010). Ne consegue che società apparentemente identiche sotto il profilo civilistico possono presentare carichi Irap significativamente differenti a seconda dell’esito del test di prevalenza.

Ma è soprattutto sul piano informativo che la qualificazione assume oggi rilievo crescente.

Le holding industriali individuate dall’articolo 162-bis del Tuir, per limitare il perimetro d’indagine alla fattispecie più comune nella pratica professionale, sono infatti tenute agli obblighi di comunicazione all’Anagrafe tributaria previsti per gli operatori finanziari. In particolare, devono procedere all’iscrizione al SID (Sistema di Interscambio Dati) e al REI (Registro Elettronico degli Indirizzi), passaggio preliminare necessario per l’assolvimento delle successive comunicazioni periodiche relative ai rapporti finanziari intrattenuti. La verifica del test di prevalenza diventa quindi un’attività non soltanto fiscale, ma anche organizzativa e procedurale.

Il percorso, tuttavia, non si arresta qui.

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