Happy Birthday Agenzia!
(Annalisa Cazzato)
Sono ben 25 le candeline pronte per essere soffiate ad horas sulla torta dell’Agenzia delle entrate.
Carburanti: lo Stato smette di tagliare le accise e inizia a controllare i prezzi
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Il decreto-legge sui carburanti torna, ancora una volta, su un terreno già battuto: riduzione temporanea delle accise, crediti d’imposta per i settori più esposti, dichiarata urgenza di contenere gli effetti delle tensioni internazionali. Nulla di nuovo, almeno in apparenza. E infatti la misura fiscale più visibile – il taglio delle accise per venti giorni – appare più come un riflesso automatico che come una scelta strategica: costosa, limitata nel tempo, e oramai incapace di incidere in modo strutturale sul livello dei prezzi.
Garanzie “in loco” e tenuta dell’azione erariale: l’assetto attuale tutela davvero il contribuente o serve una riforma sistematica?
(Vincenzo Fusco)
Ha fatto molto discutere l’opinione del direttore dell’Agenzia Carbone sulla non diretta applicabilità delle sentenze CEDU nell’ordinamento nazionale.
Anche assumendo che la Convenzione EDU non abbia un effetto vincolante nell’ordinamento nazionale, resta l’interrogativo su cosa si debba fare, sistematicamente, per rendere effettiva la tutela del contribuente sottoposto a indagini, senza al tempo stesso depotenziare l’azione accertativa.
Ore supplementari e part-time: il limite alle semplificazioni pericolose
(Gabriele Silva)
C’è una tentazione ricorrente nel diritto del lavoro: quella di trasformare ogni situazione in cui il lavoratore “fa di più” in una responsabilità dell’impresa. È una deriva culturale, prima ancora che giuridica. Ed è proprio qui che la sentenza del Tribunale di Catania n. 701 del 17 febbraio 2026 si inserisce con una chiarezza che, oggi, non è affatto scontata.
Chi si cura di chi si prende cura? La sfida del caregiving tra welfare pubblico e aziendale
(Andrea De Colle e Diego Zonta)
In Italia, chi cura un familiare non autosufficiente spesso lo fa in silenzio, senza tutele adeguate e con un riconoscimento sociale ancora fragile. Dietro l’etichetta neutra di “caregiver familiare” si celano circa 7–8,5 milioni di persone — quasi un italiano su cinque — che sostengono ogni giorno il peso di un welfare pubblico che grava sempre più sulla sfera privata, non essendo garantito come diritto collettivo. Sono figli che assistono genitori anziani, coniugi che seguono partner malati, genitori di persone con disabilità complesse. Per molti, la cura è un secondo lavoro, spesso un tempo pieno, che il lessico specialistico definisce caregiver burden (carico di cura), ma che nella vita reale significa rinunciare al sonno, ai propri progetti e, troppo spesso, alla carriera.
I paradossi dell’autonomia economica: il 96 per cento delle donne la vuole, il 48 per cento la sacrifica, il 34 per cento non ha un conto
(Francesco Carrubba)
La parità economica continua a essere uno dei punti deboli dell’Italia. Tra Gender Pay Gap e meritocrazia a intermittenza, il Vecchio Stivale resta indietro. A tratti sembra ancora un Paese in cui una donna è spesso costretta a scegliere tra carriera e figli, tra il proprio portafogli personale e la famiglia.








