Riallineamento straordinario: il Correttivo ripara ciò che la riforma aveva lasciato fuori
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Tra le disposizioni in materia di redditi d’impresa contenute nel decreto legislativo correttivo della riforma fiscale, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 10 giugno scorso, l’articolo 6 introduce un riallineamento straordinario delle divergenze tra valori contabili e fiscali.
Quali sanzioni per la dichiarazione tardiva? E per l’integrativa nei 90 giorni?
(Dario Deotto)
La scorsa settimana ho svolto una relazione sulle nuove sanzioni amministrative relative alle dichiarazioni tributarie.
Ho così rispolverato dei vecchi appunti ma, soprattutto, sono andato a ri-studiare le norme di riferimento.
La cosa che mi ha colpito è che, nonostante i vari proclami (testi unici, ecc. ecc.), le varie problematiche sono rimaste immutate.
Il tributo nascosto nel canone: le Sezioni Unite smascherano il CUP
(Pierdante Colapietra)
A volte il diritto tributario comincia da una parola. Canone, contributo, tariffa, entrata patrimoniale. Parole diverse, spesso più leggere della parola “tributo”, quasi meno impegnative. Ma il nome non basta a cambiare la sostanza. Se un prelievo è imposto dalla legge, il problema non è – a volte - come viene chiamato. Il problema è come funziona.
Sessanta giorni per decidere il futuro del TFR. E se nessuno decide?
(Gabriele Silva)
Dal prossimo 1° luglio cambia una procedura che molti datori di lavoro considerano ancora un adempimento amministrativo marginale. Cambia il termine entro cui il lavoratore deve scegliere la destinazione del proprio TFR: non più sei mesi dall’assunzione, ma sessanta giorni. Una modifica apparentemente tecnica che, in realtà, rischia di avere conseguenze economiche e organizzative ben più rilevanti di quanto possa sembrare a una prima lettura.
Maturità 2026: confini, fatica e meraviglia. Una lettura controcorrente per chi vive di norme
(Lorenzo Romano)
C’è una tentazione, ogni metà giugno, di derubricare le tracce della prima prova a folklore nazionale: il toto-autore, la polemica sui programmi non finiti, lo studente che “non era preparato su Pavese“. Eppure, scorrendo i sette titoli proposti dal MIM per la Maturità 2026, a chi lavora quotidianamente con le norme si apre una prospettiva diversa. Perché tre di queste tracce parlano, sotto mentite spoglie letterarie, esattamente del nostro mestiere.







