La scorsa settimana ho svolto una relazione sulle nuove sanzioni amministrative relative alle dichiarazioni tributarie.
Ho così rispolverato dei vecchi appunti ma, soprattutto, sono andato a ri-studiare le norme di riferimento.
La cosa che mi ha colpito è che, nonostante i vari proclami (testi unici, ecc. ecc.), le varie problematiche sono rimaste immutate.
Prendiamo, ad esempio, la questione della dichiarazione tardiva, quando la dichiarazione viene presentata per la prima volta entro 90 giorni dal termine di legge.
Sul punto, occorre rilevare che non esiste, a parte la specifica previsione per il quadro RW (che è comunque un “quadro” della dichiarazione), una disciplina positiva (normativa) per la dichiarazione tardiva. Eppure, relativamente al tema delle sanzioni, si tratta di una questione abbastanza rilevante.
La soluzione che è stata data, fin dalla circolare 23/E/1999, è - occorre ammetterlo (per chi studia le norme e non si fida delle slide mostrate ai convegni) -, abbastanza pasticciata. In sostanza, a quel tempo, il Ministero (non c’era ancora l’Agenzia), accortosi che non vi era una norma specifica, fornì una soluzione tampone: prese il minimo “fisso” per la dichiarazione omessa (allora 500 mila lire) e lo considerò anche la sanzione edittale per la dichiarazione tardiva (a quel tempo, presentata nei 30 giorni) oltre alla penalità per l’omesso versamento (che non c’entra proprio nulla con la violazione in argomento).



