Gli effetti “a cascata” dell’indirizzo sfavorevole alle ragioni erariali in tema di credito ricerca e sviluppo
(Annalisa Cazzato)
Non smetterà a breve di fare rumore l’annosa questione della spettanza del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo (nella sua versione “1.0.”) per le pregresse attività asseritamente prive dei requisiti previsti dal Manuale di Frascati.
Il consolidarsi, tra le aule dei giudici tributari e, più di recente, di quelli amministrativi, di un indirizzo ermeneutico sfavorevole alle ragioni erariali rappresentate e difese, nelle prime sedi, dall’Agenzia delle entrate e, nelle seconde, da quest’ultima insieme al MIMIT - sul quale già ampie considerazioni, anche a proposito della recentissima posizione del Consiglio di Stato del 14 luglio scorso, sono state condivise sulle pagine di questa Rivista - genera (o quanto meno dovrebbe generare) qualche pensiero in più di qualsiasi altra situazione in cui si le ragioni creditorie erariali non trovano conforto nelle aule giudiziarie.
Iva, le criticità della nota di variazione
(Francesco D’Alfonso)
In ambito IVA il principio di neutralità fiscale impone che ogni soggetto passivo debba essere completamente sgravato, in linea di massima, dall’onere finale dell’imposta, nella misura in cui l’attività economica sia diretta alla realizzazione di operazioni imponibili.
Conseguentemente, secondo tale principio, l’imposta sul valore aggiunto deve incidere nel minore modo possibile sulle scelte delle imprese.
Split payment: l’eccezione che sopravvive alle proprie ragioni
(Pierdante Colapietra)
Lo split payment continuerà ad applicarsi fino al 30 giugno 2029. La notizia, oramai, non sorprende. Più interessante è la ragione con cui l’ennesima proroga viene giustificata: la misura deve restare perché funziona troppo bene per essere abbandonata.
Il Tax Control Framework e il regime di adempimento collaborativo come creatori di valore per l’impresa
(Giovanni Deotto)
Quando un’impresa decide di impostare un sistema di controllo del rischio fiscale ed entrare nel regime di adempimento collaborativo sta anche investendo per generare del valore e porre le basi per l’evoluzione dell’intero sistema di gestione del rischio aziendale. Questo è un aspetto che più di qualche impresa incomincia a percepire.
L’efficienza può uccidere un’impresa più velocemente della crisi
(Andrea Tordini)
Ci hanno insegnato che l’efficienza rappresenta il massimo obiettivo di ogni organizzazione. Ridurre gli sprechi, standardizzare i processi, aumentare la produttività, comprimere i costi. Tutto corretto. Fino a un certo punto.
Esiste infatti un momento nel quale l’efficienza smette di essere un vantaggio competitivo e diventa il principale ostacolo alla sopravvivenza dell’impresa. La letteratura manageriale definisce questo fenomeno success trap, la “trappola del successo”.







