Società a ristretta base assimilate (dalla Cassazione) alle snc
(Luigi Lovecchio)
I redditi non dichiarati dalle società di capitali a ristretta base sociale perdono la qualifica di reddito di capitale e diventano tassabili per trasparenza, esattamente come quelli delle società di persone. Ne deriva che non trovano applicazione né la detassazione parziale dei dividendi né la nuova ritenuta d’imposta del 26 per cento. Queste le sconcertanti affermazioni della Cassazione che, con la sentenza n. 13917/2026, continua a “estremizzare” le conseguenze di quella che in origine era solo una presunzione semplice di maggiori utili in nero.
Il “nuovo” TUIR è già vecchio
(Pietro Alò e Antonello Cassone)
Il 3 luglio scorso la Gazzetta Ufficiale n. 152 ha pubblicato il Dlgs. 19 giugno 2026, n. 117: il nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi. 377 articoli, 9 allegati, quattro Parti, entrato in vigore il 4 luglio, applicazione dal 1° gennaio 2027. Sostituisce il DPR 917/1986, ossia il TUIR che ci ha accompagnato per quarant’anni. La retorica ufficiale è dei giorni migliori. “Finalmente un quadro organico”. “Basta con la stratificazione”. “Semplificazione al servizio del contribuente”.
Articolo 24-ter del TUIR: quando gli obiettivi superano i numeri
(Giacomo Monti)
Si è già avuta occasione di esprimere, su queste pagine, qualche perplessità non tanto sulla disciplina introdotta dall’articolo 24-ter del TUIR, quanto sugli obiettivi che il legislatore sembrava volere attribuire a tale disposizione.
La questione, allora come oggi, non riguarda certo i pensionati che decidono di trasferire la propria residenza in Italia. Al contrario, ogni nuovo residente rappresenta un’opportunità per il territorio che lo accoglie: genera consumi, domanda di servizi, può contribuire al recupero del patrimonio immobiliare e, più in generale, alimenta l’economia locale. Tutti effetti che sarebbe difficile contestare.
Mai indossate, ma già usate: il paradosso IVA delle sneakers da collezione
(Pierdante Colapietra)
Ci sono scarpe che si consumano camminando e scarpe che acquistano valore proprio perché nessuno le ha mai indossate.
Restano nella scatola, conservano l’etichetta, vengono fotografate da ogni angolazione e passano di mano come oggetti da collezione. Poi, a un certo punto, incontrano il diritto tributario.
Ed è lì che nasce il problema: una sneaker mai indossata può essere fiscalmente “usata”?
La responsabilità dell’ente e il profitto “di passaggio”
(Lorenzo Romano)
Con la sentenza n. 23820/2026, depositata il 26 giugno scorso, la seconda Sezione penale della cassazione ha affrontato un caso paradigmatico di responsabilità amministrativa da reato in cui la società (beneficiaria formale di erogazioni pubbliche fraudolentemente conseguite) eccepiva di essere stata mero strumento dell’arricchimento personale dei propri vertici. La pronuncia, che dichiara inammissibile il ricorso, merita attenzione su tre fronti: la competenza territoriale dell’ente, i criteri oggettivi di imputazione ex articolo 5 d.lgs. 231/2001 e la colpa di organizzazione.







