L’intelligenza artificiale comprime i diritti del contribuente?
→ BLAST TALK - episodio 2 - (prima parte)
Gli ospiti di Dario Deotto: Enrico Marello, Lorenzo Del Federico, Tommaso Landi, Andrea Carinci
Almeno il vecchio Tuir non fingeva di essere semplice
(Nereo Seppia)
Alle due e diciassette il condominio di via Amendola smise di essere un luogo civile.
Prima fu un rumore secco, come di pagine sbattute. Poi una voce, netta, quasi educata: “Non puoi cambiare così. Non puoi davvero.”
Era il dottor Romano, interno 7. Commercialista. Giorno impeccabile, notte discutibile.
All’inizio nessuno ci fece caso. Un colpo di tosse giuridico, pensarono. Poi arrivò la seconda frase, più alta: “Questo non è coordinamento normativo, è jazz scritto male!”.
7 GIORNI (IR)REGOLARI - Fidarsi è bene …
(Stefano Ricca)
L’Istat ha misurato la fiducia degli italiani nelle istituzioni per oltre un decennio, dal 2012 al 2024. Il risultato è sempre lo stesso: sotto la sufficienza. Non è una crisi. È la norma.
Su questo sfondo, nei giorni scorsi, Simona Baseggio e Barbara Marini hanno scritto una cosa precisa: il concordato preventivo biennale somiglia sempre più a una televendita. Incentivi, premi fedeltà, scadenze spostate, aliquote dimezzate per chi rinnova. Un catalogo che cresce ogni anno perché, se l’istituto funzionasse, non servirebbe tutto questo.
È una lettura giusta. Ma scendo un gradino in più. Dove l’ambiente si fa un po’ più oscuro.
“Ordine” - LE PAROLE DI BLAST
(Cristina Marchesan)
La seconda metafora è la trama
di un arazzo, che per lo sguardo è un caos
di linee e di colori irresponsabili,
un caso e una vertigine, ma retti
da un sotterraneo ordine segreto.
(Da “Storia della notte” di Jorge Luis Borges)
Buon compleanno Europa!
(Chiara Forino)
Il 9 maggio di 76 anni fa, a Parigi, il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman pronunciò la dichiarazione che avrebbe gettato le basi di quella che oggi è la Comunità Europea.
Nel 1950 nel Vecchio Continente erano ancora ben visibili i segni della Seconda Guerra Mondiale e già spiravano minacciosi i venti della Guerra Fredda che avrebbero segnato per anni il mondo intero.
Eppure, davanti ai rappresentati degli Stati che fino a pochi anni prima combattevano su fronti opposti, la Francia proponeva la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). Il primo passo per la nascita di un’Europa unita, economicamente e politicamente.
La ruota del criceto (e il sistema che la fa girare)
(Gabriele Silva)
C’è un momento preciso, quasi impercettibile, in cui un oggetto che fino al giorno prima funzionava perfettamente smette di bastarci.
Non si rompe, non rallenta davvero, non crea problemi concreti. Semplicemente, smette di essere “sufficiente”. È lì che entra in gioco qualcosa di più sottile, e forse più pericoloso: la sensazione che esista di meglio, e che quel meglio ci stia aspettando.








