Quanti modi ci sono per non essere tassati normalmente? Il Testo Unico li conta, e sono tanti
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Tra le molte operazioni che compongono il nuovo testo unico delle imposte sui redditi, approvato in attuazione della delega per il riordino del sistema tributario e destinato a entrare in vigore il 1° gennaio 2027, ve n’è una che merita di essere osservata non tanto per ciò che innova quanto per ciò che, semplicemente, mette in fila. La Parte II del provvedimento porta un titolo asciutto, “Regime speciale”, e raccoglie in un unico corpo una materia che fino a ieri viveva sparsa tra leggi di bilancio, decreti-legge e decreti delegati. È un’operazione di pura sistemazione, che non pretende di modificare le singole discipline. Eppure, proprio nel radunarle, finisce per dire qualcosa sullo stato della nostra fiscalità che le norme, prese una a una, non lasciavano vedere.
Iperammortamento 2026: e se stessimo incentivando gli investimenti sbagliati?
(Gabriele Silva)
Quando si parla di iperammortamento, il dibattito si concentra quasi sempre sugli aspetti tecnici: quali beni rientrano, quali documenti servono, come funziona la procedura GSE, quali certificazioni occorrono. Sono temi importanti, naturalmente. Eppure, osservando le conversazioni che si stanno sviluppando tra imprenditori, consulenti e fornitori, si ha l’impressione che si stia trascurando una domanda più profonda: siamo sicuri che il meccanismo degli incentivi stia aiutando le imprese a prendere decisioni migliori?
Credito per imposte estere: la Cassazione consolida il primato delle Convenzioni internazionali. Ora serve la parola definitiva delle Sezioni Unite
(Giacomo Monti)
La Corte di Cassazione aggiunge un ulteriore tassello ad un percorso interpretativo che, negli ultimi anni, sembra essersi progressivamente consolidato: il diritto alla detrazione delle imposte assolte all’estero non può essere compresso da limitazioni previste dalla normativa interna che non trovino fondamento nella disciplina delle Convenzioni internazionali.
L’UE bacchetta il forfettario e l’Italia finge di non capire. Ma il vero scandalo è un altro
(Pietro Alò e Antonello Cassone)
3 giugno 2026. La Commissione Europea pubblica il Country Report sull’Italia. E torna a battere su un chiodo che ormai è una bandiera: l’Italia deve riformare il regime forfettario.
Stessa raccomandazione del 2024, stessa del 2025. Questa volta, però, il tono è più nervoso. E i numeri che Bruxelles mette sul tavolo sono di quelli che fanno male. Il tax gap dei lavoratori autonomi in Italia raggiunge il 59,8 per cento. Cioè: per ogni cento euro di imposte teoricamente dovute, sessanta non arrivano allo Stato. Parliamo di circa 37 miliardi di euro all’anno.
Patrimoniale: giustizia fiscale o boomerang economico?
(Immacolata Duni)
Provate a fare un esperimento. Dite la parola “patrimoniale” in un qualsiasi contesto: una riunione di lavoro, un consiglio di amministrazione, una cena di famiglia. Osservate cosa succede. Il dibattito diventerà immediatamente uno scontro su valori, su identità, su paure.







