Quanti modi ci sono per non essere tassati normalmente? Il Testo Unico li conta, e sono tanti
di Simona Baseggio e Barbara Marini
Tra le molte operazioni che compongono il nuovo testo unico delle imposte sui redditi, approvato in attuazione della delega per il riordino del sistema tributario e destinato a entrare in vigore il 1° gennaio 2027, ve n’è una che merita di essere osservata non tanto per ciò che innova quanto per ciò che, semplicemente, mette in fila. La Parte II del provvedimento porta un titolo asciutto, “Regime speciale”, e raccoglie in un unico corpo una materia che fino a ieri viveva sparsa tra leggi di bilancio, decreti-legge e decreti delegati. È un’operazione di pura sistemazione, che non pretende di modificare le singole discipline. Eppure, proprio nel radunarle, finisce per dire qualcosa sullo stato della nostra fiscalità che le norme, prese una a una, non lasciavano vedere.
Conviene partire dal dato testuale. La Parte II si articola in tre Titoli e, nel solo Titolo I dedicato alle persone fisiche, conta ventiquattro Capi. Vi confluiscono, tra gli altri, la cedolare secca sulle locazioni abitative, il regime delle locazioni brevi, i piani di risparmio a lungo termine, il carried interest di dipendenti e amministratori, la disciplina dei lavoratori frontalieri, il regime degli impatriati, quello per il rientro di docenti e ricercatori, la flat tax dei neo-residenti e quella dei pensionati esteri, l’imposizione sostitutiva sui premi di produttività e quella sui compensi dei docenti per le ripetizioni private e, naturalmente, il regime forfetario. Accanto a questi si collocano misure più puntuali, dalle esenzioni per le borse di studio alla riduzione d’imposta per il personale delle forze di polizia e delle forze armate, fino all’esenzione per gli apicoltori dei comuni montani e all’imposizione sostitutiva per i raccoglitori occasionali di prodotti selvatici.



