Quando si parla di iperammortamento, il dibattito si concentra quasi sempre sugli aspetti tecnici: quali beni rientrano, quali documenti servono, come funziona la procedura GSE, quali certificazioni occorrono. Sono temi importanti, naturalmente. Eppure, osservando le conversazioni che si stanno sviluppando tra imprenditori, consulenti e fornitori, si ha l’impressione che si stia trascurando una domanda più profonda: siamo sicuri che il meccanismo degli incentivi stia aiutando le imprese a prendere decisioni migliori?
La riflessione nasce da un fenomeno che vedo ripetersi continuamente. L’imprenditore individua un’agevolazione e solo successivamente inizia a chiedersi cosa acquistare. Non parte da un problema aziendale da risolvere, da un processo da migliorare o da un investimento da realizzare. Parte dall’incentivo. È un’inversione logica apparentemente banale ma che produce conseguenze molto concrete. La domanda non è più “questo investimento serve davvero alla mia azienda?”, ma diventa “come posso utilizzare questa agevolazione?”. Il rischio è che il beneficio fiscale finisca per guidare la decisione imprenditoriale anziché accompagnarla.
Negli ultimi mesi ho assistito a numerose discussioni su software, macchinari e soluzioni tecnologiche nelle quali il tema principale non era l’utilità dell’investimento, bensì la sua agevolabilità. In alcuni casi il progetto nasceva addirittura dalla necessità di sfruttare l’incentivo. È un meccanismo che ricorda molto quello che accade durante il Black Friday. Il prezzo scontato genera un senso di urgenza che spesso spinge ad acquistare qualcosa che, in condizioni normali, non avremmo comprato o che avremmo valutato con maggiore attenzione. Con una differenza importante: qui non si tratta di un elettrodomestico o di un capo di abbigliamento, ma di investimenti che possono valere decine o centinaia di migliaia di euro e che dovrebbero incidere sul futuro dell’impresa per molti anni.



