CATTIVI PENSIERI (MA NON SEMPRE) - Voglio (vorrei) ma non posso: dalle società a ristretta base alle perdite
(Dario Deotto)
Alcune misure del cosiddetto decreto “omnibus”, attuativo della riforma fiscale, sembrano confermare quanto da tempo si riporta. E cioè che certamente gli intendimenti della L. 111/2023 possono, in taluni casi, essere considerati pregevoli. Ma anche che, a conti fatti, quello che doveva risultare un intervento riformatore sia più prosaicamente da ascrivere ad un intervento di carattere “manutentivo”, che non sempre, peraltro, ha portato a dei concreti benefici per gli operatori economici. E in questo assicuriamo sin da subito che le evidenti faziosità (anche da parte di chi dovrebbe esserne affrancato: emblematici sono taluni comportamenti sui social) che oramai contraddistinguono l’agire umano, non ci appartengono.
Il nuovo potere “sostitutivo” degli Atti di indirizzo
(Annalisa Cazzato)
Commentando le diverse modifiche che la Commissione VI aveva suggerito di apportare alle disposizioni del cosiddetto decreto omnibus, con particolare riferimento a quelle da operare all’articolo 10-septies dello Statuto dei diritti del contribuente, avevamo già avuto l’occasione di mettere in luce, giusto in un contributo di qualche giorno fa, l’enfasi sempre più accentuata che l’autorità politica, in sede di attuazione della legge delega, ha via via posto sugli atti di indirizzo del Viceministro dell’economia e delle finanze, figura nuova inserita tra gli “atti di prassi” dell’amministrazione finanziaria.
Lavoro sportivo, realizzo controllato e risarcimento del danno da mancata pausa: i tre documenti di prassi di oggi
(a cura della Redazione di Blast)
Con la circolare n. 7/E l’Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti sul decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, di riforma degli enti sportivi professionistici e dilettantistici e della disciplina del lavoro sportivo. Il documento risponde a sette quesiti.
Licenziamento disciplinare e contratto a tutele crescenti: la reintegra torna quando il CCNL prevede una sanzione conservativa
(Gabriele Silva)
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23817 del 22 luglio scorso, aggiunge un ulteriore tassello all’evoluzione della disciplina dei licenziamenti nel regime del contratto a tutele crescenti. La pronuncia recepisce infatti i principi già affermati dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 129/2024, chiarendo che la tutela reintegratoria può trovare applicazione anche nei rapporti soggetti al Dlgs. n. 23/2015 quando il contratto collettivo qualifica espressamente la condotta contestata come punibile con una sanzione conservativa.
Recuperare meno, lavorare peggio: il paradosso dell'odierna produttività
(Claudio Garau)
Nel dibattito contemporaneo sul lavoro c’è un aspetto che molte aziende continuano a evitare con molta attenzione: il problema non è soltanto quanto lavoriamo, ma quanto poco recuperiamo. E la questione non riguarda solo il benessere individuale o la qualità della vita, spesso confinata nel linguaggio motivazionale delle risorse umane. Riguarda invece la sostenibilità giuridica, organizzativa ed economica dell’attuale “cultura” della produttività costante.







