Società a ristretta base, il correttivo ridisegna davvero gli accertamenti ai soci?
(Marco Cramarossa)
Tra le disposizioni più interessanti del decreto legislativo correttivo della riforma fiscale figura certamente quella destinata a riscrivere i presupposti dell’accertamento nei confronti dei soci di società a ristretta base partecipativa.
L’intervento dà finalmente (rectius avrebbe dovuto dare) attuazione a uno dei criteri direttivi contenuti nell’articolo 17, comma 1, lett. h), n. 4), della legge delega n. 111/2023, rimasto sino ad oggi sostanzialmente inattuato (e nei fatti così rimarrà). La delega prevedeva infatti che la rettifica nei confronti dei soci fosse ammessa soltanto quando, nei confronti della società, fossero accertati, “sulla base di elementi certi e precisi”, maggiori componenti positivi ovvero componenti negativi inesistenti, ferma restando la qualificazione del provento quale reddito di capitale.
Una PEC sbagliata può chiudere la porta al processo?
(Pierdante Colapietra)
Nel processo digitale si può perdere senza avere sbagliato il merito. L’atto c’è, la volontà di impugnare pure, il termine è rispettato. Ma l’indirizzo PEC non è quello giusto. E allora il processo può fermarsi lì, davanti a un errore di instradamento, prima ancora che qualcuno legga davvero le ragioni della difesa.
Dal sospetto alla prova: cambia l’accertamento dell’antieconomicità
(Giacomo Monti)
Tra le disposizioni contenute nel decreto legislativo correttivo della riforma fiscale, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, una delle novità più interessanti riguarda il tema dell’accertamento fondato sull’antieconomicità delle operazioni.
Con l’introduzione della nuova previsione, il legislatore interviene su una materia che negli ultimi anni ha dato luogo ad un intenso dibattito giurisprudenziale, individuando un punto di equilibrio tra l’esigenza dell’Amministrazione finanziaria di contrastare fenomeni evasivi e il principio secondo cui il Fisco non può sostituirsi all’imprenditore nella valutazione della convenienza economica delle sue scelte.
Riforma della 231: le modifiche che contano
(Lorenzo Romano)
Lo schema di disegno di legge sulla “Revisione della disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche“ approvato nel CdM di ieri riprende in larga parte l’articolato del Tavolo tecnico coordinato dal Presidente della VI sez. penale presso la Corte di Cassazione, il dottor Giorgio Fidelbo. Non è un decreto legislativo: è una legge in due tempi. Una parte modifica subito il Dlgs 231/2001; il Capo IV delega il Governo a riscrivere entro otto mesi sanzioni e catalogo dei reati presupposto, con l’indicazione di limitarlo ai reati “più attinenti alla criminalità d’impresa“.






